Diario Terziario del 26/05/2016 - page 1

AVANTI,
SEMPRE,TUTTI
Diario
terziario
T U R I S M O
C O M M E R C I O
S E R V I Z I
MAGGIO
28 MAGGIO
È
ancora sciopero, è
ancora Fuori tutti.
Il prossimo 28 maggio
sarà una giornata
di mobilitazione per le
lavoratrici e dei lavoratori
delle aziende aderenti a
Federdistribuzione. Auchan,
Carrefour, Esselunga, Ikea,
Coin, OVS, Pam e Panorama,
Zara, sono solo alcuni dei
marchi della Grande
Distribuzione e della
Distribuzione Organizzata.
L’assenza di un Contratto
Nazionale di riferimento, e di
aumenti salariali da quasi tre
anni, sono tra i principali
motivi della mobilitazione
proclamata a livello
nazionale e prevista a livello
territoriale e davanti a
centinaia di punti vendita.
Dopo gli scioperi del 7
novembre e del 19 dicembre
2015, era ripreso il confronto
tra Federdistribuzione e
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e
UILTuCS,
per definire un Contratto
Nazionale di settore, ma la
trattativa si è nuovamente
interrotta ad aprile. Dopo una
serie di incontri si è
evidenziata, ancor di più, la
distanza tra le parti:
“Federdistribuzione vuole
riversare sulle lavoratrici e sui
lavoratori il peso del calo dei
consumi degli ultimi anni”
afferma la Filcams Cgil
Nazionale, “non riconoscendo
loro la giusta dignità
e il giusto salario”.
Intanto, il tempo di consumare
la rottura e Federdistribuzione
ha dato mandato alle proprie
aziende, di erogare nel mese di
maggio, a titolo di anticipo sui
futuri aumenti, 15 euro. Una
scelta unilaterale che tende a
[
DECONTRIBUZIONE STRUTTURALE / L’ANALISI
]
La proposta
dallemolteombre
G
li sgravi per gli assunti a tutele crescenti
hanno, come noto, carattere
temporaneo. Molti hanno di recente
espresso preoccupazione su quello che accadrà
al mercato del lavoro quando la “droga” delle
decontribuzioni sarà esaurita e alcuni
esponenti del governo hanno manifestato la
necessità di introdurre una riduzione
strutturale del costo del lavoro, anche per
incentivare le imprese ad assumere con le
tutele crescenti anziché a termine.
L’idea più spesso richiamata prevede una
riduzione di 6 punti dell’aliquota di
contribuzione previdenziale, da dividersi in parti
uguali fra datori e lavoratori: le imprese
beneficerebbero di un taglio di 3 punti di costo
del lavoro; i lavoratori potrebbero scegliere di
incrementare del 3% la loro busta paga (pagando
però l’aliquota marginale Irpef sull’incremento)
o devolvere la stessa somma
di
M
ICHELE
R
AITANO
Ricercatore in Politica ecoomica
Università La Sapienza di Roma
SEGUE
APAG.2
SEGUE
APAG.2
di
R
OBERTA
M
ANIERI
© MARCO MERLINI/CGIL
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