Diario Terziario del 29/04/2016 - page 1

Lanostra
battaglia
per i
buoni
contratti
Diario
terziario
T U R I S M O
C O M M E R C I O
S E R V I Z I
APRI LE
di
R
OBERTA
M
ANIERI
T
urismo, servizi, pulizie e
multiservizi, farmacie
private e comparto termale,
il 6 maggio sarà sciopero di
un milione e mezzo di
lavoratrici e lavoratori. Il 28 maggio
incroceranno le braccia gli addetti della
grande distribuzione organizzata. Sono
baristi, camerieri, cuochi, operatori del
comparto pulizia e sanificazione,
attività ausiliarie e facility
management, addetti alle mense,
receptionist, impiegati delle agenzie di
viaggio, lavoratori dei fast food,
professionisti, operatori del comparto
termale, farmacisti e distribuzione
moderna. Tante e diversificate
professionalità, un unico obiettivo: il
rinnovo del contratto nazionale del
proprio settore. Nella maggior parte dei
casi, un rinnovo dai tempi lunghi
contrassegnato da interruzioni e
mobilitazioni.
Molti settori sono in attesa da diversi
mesi, alcuni da anni ormai. Come quello
termale, dove il contratto è scaduto il 30
giugno 2011. È per questo che Filcams
Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Uiltrasporti
Uil hanno indetto lo sciopero
intersettoriale unitario per l’intero turno
di lavoro con presidi e mobilitazioni a
livello locale il 6 maggio. Le dinamiche
del confronto sono spesso le stesse:
volontà delle controparti di rinnovare il
contratto nazionale, ma con pochi
margini di trattativa, e continui – spesso
estremi – tentativi di smantellamento
normativo con il fine di ridurre i costi
diretti e indiretti del lavoro. Intanto,
però, le condizioni dei lavoratori, in
questi anni, non fanno che peggiorare.
“Una situazione inedita e drammatica
allo stesso tempo, vista anche la lunga
assenza di un accordo per la maggior
parte dei settori”, commenta la
segretaria generale della Filcams Cgil,
Maria Grazia Gabrielli. “La fase di
rinnovo contrattuale – osserva – è un
appuntamento da sempre complesso.
Pesa la forte crisi economica,
l’andamento dei mercati, ma
soprattutto l’assenza di una ripresa che
tarda ad arrivare nonostante i proclami
del governo: tutti elementi che hanno
influenzato i tavoli di trattativa degli
ultimi anni. Una condizione che
le aziende e le loro associazioni di
rappresentanza hanno utilizzato e
tradotto nella destrutturazione dei
contratti con l’unico obiettivo di
rispondere alla competitività da costo.
Da qui l’impronta comune a intaccare la
clausola sociale, la malattia, gli
inquadramenti, gli orari, solo per
evidenziare alcuni temi dirimenti che
hanno segnato le contrapposizioni sui
diversi tavoli contrattuali”.
Essere senza contratto vuol dire non
avere un quadro di riferimento
normativo e un sistema di relazioni
riconosciuto tra le parti. Oltre,
ovviamente, al mancato adeguamento
delle retribuzioni ferme ormai da molto
tempo. “Per la maggior parte di questi
settori – prosegue Gabrielli – il contratto
nazionale è l’unico strumento che può
regolare i rapporti di lavoro e il profilo
salariale; tra l’altro, maggiori
disponibilità economiche rappresentano
la salvaguardia vera del potere
d’acquisito. Riconoscere una
retribuzione dignitosa per il lavoro che
si svolge potrebbe contribuire anche a
muovere i consumi”. Lo scontro sul
salario è reso molto più complicato dai
competitor che operano nello stesso
settore e creano un effetto dumping:
lavoratori che, a parità di mansioni, si
trovano un riconoscimento salariale
diverso in virtù dell’azienda in cui
operano o del contratto nazionale preso
a riferimento caso per caso. Una
situazione non più sostenibile che falsa
le condizioni di mercato tra imprese e
divide i lavoratori, producendo effetti
negativi.
Per questa condizione – che coinvolge
tutti i settori e rischia di indebolire
anche i contratti nazionali già
sottoscritti – è necessaria una forte
solidarietà. Maggio sarà dunque un
mese di mobilitazione. Per la prima
volta, nella giornata del 6, ci sarà uno
sciopero intersettoriale che copre molti
dei settori della Filcams per oltre un
milione e mezzo di lavoratori. La
ritrovata unità sindacale è stata, ed è,
un punto di forza in questa battaglia.
“Dopo la stagione delle divisioni –
sottolinea Gabrielli – è sicuramente
importante viaggiare insieme, avere
obiettivi comuni di tutela dei lavoratori
e dell’occupazione. Abbiamo cercato di
proporre punti di mediazione,
avanzamenti e aperture per dare
risposte alle esigenze delle controparti e
avvicinare le distanze, senza però
trovare una sponda veramente
disponibile alla discussione”. Il comune
filo conduttore delle parti datoriali è
invece il tentativo di destrutturare il
contratto nazionale, svilire il confronto
e le organizzazioni sindacali. In altre
parole, procedere ai rinnovi riducendo
diritti e tutele, senza
SEGUE
APAG.2
Maggio sarà unmese di mobilitazione.
Il 6 la protesta inedita: sciopero intersettoriale
per turismo, servizi, pulizie e multiservizi,
farmacie private e comparto termale.
Il 28 incroceranno le braccia gli addetti
della grande distribuzione organizzata
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