Diario Terziario del 11/03/2016 - page 1

T
ra i tanti contratti collettivi
nazionali di lavoro in fase di
rinnovo, quello scaduto il 31
dicembre scorso della
vigilanza privata e dei servizi fiduciari
presenta forse una difficoltà in più
rispetto agli altri. La mancata
sottoscrizione da parte di Uiltucs del
contratto nazionale 2013 porta la
Filcams all’impegno concreto di
provare a ricreare le condizioni per una
firma unitaria.
La ricomposizione di un quadro
unitario (anche a partire dall’apertura
del tavolo per la definizione della
piattaforma) per la Filcams è
importante, innanzitutto per il difficile
stato in cui versa il settore e per le gravi
problematiche che ne hanno
caratterizzato l’andamento negli ultimi
anni, a partire dalla sofferenza per
l’assimilazione ad altri comparti
lavorativi, per ciò che riguarda, in
particolare, il mercato degli appalti.
L’assenza di regole certe ha portato
infatti ad incrementare l’elusione di
regole e contratti, portando a tariffe
concordate con privati sempre più
basse, senza escludere le pesanti
ricadute dei tagli alla spesa per la
pubblica amministrazione sui servizi
privati di vigilanza. Si sconta, in
quest’ottica, anche una sostanziale
miopia delle aziende, che mirano a far
quadrare bilanci e a governare
situazioni contingenti più che a
guardare in prospettiva ad uno
sviluppo del settore.
Il mancato rispetto delle regole porta
inoltre a situazioni di illegalità diffusa,
con i lavoratori messi nella condizione
di accettare condizioni di lavoro al
limite della regolarità, data l’assenza di
controlli certi e puntuali da parte delle
istituzioni preposte. Di fronte a queste
innegabili difficoltà, il rischio di un
contratto separato o di un
allungamento dei tempi della trattativa
è quello che già è stato ipotizzato come
soluzione da qualche associazione di
categoria, vale a dire la firma di
contratti nazionali siglati da
associazioni e organizzazioni sindacali
minori, poco rappresentative e poco
controllabili sul rispetto delle
normative.
Il ministero dell’Interno (riferimento
per il Testo Unico di Pubblica Sicurezza,
cui ci si attiene anche per la vigilanza
privata e i sevizi fiduciari) non sarebbe
più in grado di verificare efficacemente
il rispetto delle regole previste dalla
269. La frammentazione di un settore
così importante porterebbe ad
un’inevitabile impoverimento della
categoria, con retribuzioni poco
adeguate e a frequenti turn-over legati
alla ricerca di occupazioni più
vantaggiose economicamente. Il rischio
di frammentazione è quindi reale, e
solo intervenendo con rapidità se ne
possono attenuare (se non proprio
evitare) gli effetti. Il rinnovo del
contratto è l’occasione giusta per
portare tutte le parti in causa a definire
unitariamente i termini della
questione.
La Filcams Cgil sta già lavorando ad
una bozza di piattaforma con l’obiettivo
di aprire un tavolo unitario che porti ad
un rapido avvio della trattativa di
rinnovo. Sul tappeto ci saranno,
sicuramente, la classificazione del
personale, con la definizione delle
mansioni per servizi di vigilanza e
servizi fiduciari e nuovi livelli
retributivi; una esatta perimetrazione e
riconoscimento delle attività rientranti
nei servizi fiduciari. Nella trattativa
dovranno entrare anche le questioni
legate ad una sostanziale
deregolamentazione degli appalti
rivendicando l’applicazione di regole
trasparenti, comuni anche con il
settore della pubblica amministrazione,
per evitare un pericoloso dumping
sociale e la deriva verso l’illegalità. La
Filcams si impegnerà affinché le
proprie priorità siano tali anche per le
istituzioni, le associazioni datoriali e le
imprese del settore.
Aprire
un tavolo
UNITARIO
Diario
terziario
T U R I S M O
C O M M E R C I O
S E R V I Z I
MARZO
di
R
OBERTO
M
ASSARO
[
VIGILANZA PRIVATA
]
Equo compenso,
regole certenegli appalti
e ricercadi unasintesi
unitariaper il contratto
nazionale. LaFilcams
detta le condizioni
essenziali per evitare
la frammentazione
di unsettoregiàdebole
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