Diario Terziario del 04/11/2015 - page 1

di
R
OBERTA
M
ANIERI
S
arà una giornata di
sciopero e
mobilitazione per le
lavoratrici e i
lavoratori del commercio. Al
grido di “Fuori Tutti”, il 7
novembre gli addetti delle
aziende aderenti a
Federdistribuzione,
Confesercenti e
Distribuzione Cooperativa, sono
chiamati e stanno organizzando
una giornata di sciopero.
Al centro dellamobilitazione il
mancato rinnovo dei contratti
nazionali di settore e la difesa di
diritti e salario contro chi tenta di
smantellare le condizioni
esistenti.
I tavoli di trattativa con le diverse
parti datoriali sono in stallo per le
proposte inaccettabili avanzate a
sindacati e lavoratori che sono
pronti a dare il via ad una lunga
battaglia. Dopo il 7 novembre
infatti, in assenza di segnali
positivi per sbloccare le
trattative, è già in programma
un’altra giornata di sciopero
unitario il 19 dicembre, quando
Filcams Cgil, Fisascat Cisl e
Uiltucs Uil si riuniranno per
continuare a dar voce alle
esigenze degli addetti del settore.
Federdistribuzione, posizioni
troppo rigide
per un dialogo
Dopo due anni dall’avvio del
negoziato, le trattative si sono
interrotte a causa delle rigidità
da parte di Federdistribuzione
che si è rifiutata di prendere in
considerazione la piattaforma
rivendicativa dei sindacati e ha
avanzato proposte con l’unico
obiettivo di recuperare la
produttività abbassando il costo
del lavoro.
Su altri due punti le parti non
hanno trovato un accordo:
l’aumento salariale che tenga
conto di quanto raggiunto nel
recente rinnovo del contratto
nazionale di Confcommercio, sul
quale Federdistribuzione si è
dichiarata indisponibile se non
attraverso una dilazione della
decorrenza e durata nel periodo
2016/2018, senza alcuna
copertura per gli anni 2014/2015;
e una serie di interventi atti a
determinare un grave
arretramento rispetto ad istituti
contrattuali come lamodifica di
alcuni automatismi come: scatti
di anzianità, passaggio
automatico dal V al IV livello,
permessi
Diario
terziario
T U R I S M O
C O M M E R C I O
S E R V I Z I
NOVEMBRE
L’EDITORIALE
di
Maria Grazia Gabrielli
Segretaria generale Filcams Cgil
Una scelta
importante
I
l 7 novembre sarà una
giornata determinante
per la Filcams e per le
lavoratrici e i lavoratori della
grande distribuzione
organizzata, della
distribuzione cooperativa e di
Confesercenti. Lo sciopero
proclamato è anche una scelta
ineludibile dopo ventiduemesi
in cui gli incontri e le trattative
non hanno prodotto le
condizioni minime per arrivare
a definire i rinnovi contrattuali.
Con la consapevolezza che lo
sciopero è un sacrificio per i
lavoratori di questo settore
che hanno vissuto e inmolti
casi stanno ancora vivendo
situazioni di difficoltà
all’interno delle aziende e che –
salvo alcune eccezioni – hanno
toccato conmano la crisi
generale del paese attraverso
il calo dei consumi. Lo sciopero
però è lo spazio collettivo che
da forza alle nostre ragioni e
posizioni, che da sostegno per
difendere e valorizzare il ruolo
del contratto nazionale di
lavoro, è il momento della
liberamanifestazione del
dissenso rispetto alle scelte
che le Associazioni datoriali
vogliono imporre.
Le nostre ragioni sono quelle
che abbiamo provato, per
ventiduemesi, a produrre nei
tavoli di trattativa, partendo
dai contenuti delle
piattaforme per il rinnovo dei
contratti, consapevoli di tenere
conto di una situazione ancora
difficile per il settore e che
proprio per questo vede il
bisogno di consegnare dei
risultati tangibili alle lavoratrici
e lavoratori sotto il profilo delle
condizioni di lavoro e del
salario. Un risultato da
costruire tenendo conto della
necessità di perseguire
risultati omogenei per non
provocare condizioni di
“dumping” tra lavoratori,
poiché siamo difronte ad una
trattativa che si svolge con
quattro diverse associazioni di
rappresentanza delle aziende
del settore.
Il dissenso è altrettanto
necessario per contrastare la
filosofia di fondo che le
aziende hanno portato al
tavolo fino a unminuto prima
della rottura delle trattative:
rinnovare il contratto è
possibile se si produce una
sostanziale destrutturazione
dei diritti e delle tutele
esistenti; un alleggerimento in
termini normativi e di costo
per liberare risorse da
finalizzare al salario. Un
indirizzo, quello delle
associazioni datoriali che parte
SEGUE
APAG.2
SEGUE
APAG.2
E’
SCIOPERO
[
COMMERCIO
]
Al centro della mobilitazione del 7 novembre
il mancato rinnovo dei contratti di settore e la difesa
di diritti e salario contro chi tenta di smantellare
le condizioni esistenti
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