Diario Terziario del 28/09/2015 - page 1

OTTOBRE
S
ono soddisfazioni, di tutti. Delle
organizzazioni sindacali,
ripetutamente e continuamente
attaccate negli ultimi mesi, delle
lavoratrici e dei lavoratori, che si sono
battuti per riappropriarsi di un loro diritto.
Sono soddisfazioni, quando dopomesi di
scioperi, presidi emanifestazioni, la Fipe,
Federazione italiana pubblici esercizi, il
15 settembre scorso ha comunicato il
ritiro della disdetta del contratto.
“Un atto di distensione e di volontà di
riapertura di un dialogo fra le parti” così è
stata definita la decisione della Fipe che
dopo due anni, dal 23 ottobre 2013, ha
deciso di ritornare sui suoi passi e
riavviare, auspicabilmente con un
differente approccio, il tavolo per
definire, con i sindacati, quelle che
dovrebbero essere le linee di riferimento
del" lavoro" nel turismo, i rapporti
reciproci e le regole condivise.
“Il ripristino delle condizioni previste dal
contratto nazionale del turismo è
innanzitutto una vittoria della
mobilitazione unitaria delle lavoratrici e
dei lavoratori del settore” afferma
Cristian Sesena segretario nazionale
Filcams Cgil. Infatti, nonostante la calda
estate che ha rilanciato la stagione
turistica italiana, le lavoratrici e i
lavoratori, coadiuvati dalle strutture
territoriali, hanno più voltemanifestato il
loro disagio, con presidi, flashmob e altre
azioni di lotta.
A luglio scorso, stanchi dei continui rinvii
del negoziato, le organizzazioni sindacali
nazionali di settore Filcams Cgil, Fisascat
Cisl e Uiltucs Uil, avevano proclamato
uno sciopero di 8 ore da gestire a livello
locale. E cosi è stato.
Negli alberghi, nei bar, nei fast food, nelle
agenzie di viaggio, sono stati in tanti ad
aderire alle iniziative dislocate sul
territorio, e diversi sono stati gli indecisi,
gli scettici, i tanti lavoratori stagionali, a
chiamata, o assunti per poche ore con i
voucher, forma più che raddoppiata negli
ultimi due anni. Ricattati o ricattabili,
timorosi delle possibili conseguenze della
loro adesione a qualsivoglia forma di
mobilitazione. I primi ad incrociare le
braccia sono stati i lavoratori della Liguria
il 6 settembre scorso: “Non si tratta di un
settore in crisi, anzi: l’attuale stagione
estiva del territorio ligure, da Ponente a
Levante, il Tigullio e il Genovesato ha
consolidato le presenze turistiche” hanno
dichiarato le tre sigle sindacali di settore
che hanno lottato unite. Perché rimanere
senza contratto, vuole dire stare senza
regole, non avere i giusti inquadramenti
contrattuali e i trattamenti economici
adeguati al reale costo della vita.
L’11 settembre poi è stata la volta del
Veneto; il corteo regionale riunitosi a
Venezia, ha attraversato la città a bordo
di un battello “Lavoratori senza contratto,
turismo senza regole” era lo striscione
esposto sul vaporetto. Anche qui i dati
turistici non giustificano il mancato
rinnovo del contratto che rischia di
continuare ad alimentare le forme di
lavoro irregolare e l’illegalità. Il 12
settembre si è fermato il turismo Toscano
al grido, “Il tempo della pazienza è finito!”
Sono circa 100mila i lavoratori del settore
della regione – di cui il 25% stagionali, che
vogliono salario e diritti giusti. Come
dalle altre parti d’Italia, il finale della
stagione estiva ha confermato l’aumento
dei flussi turistici, circa il 9% in più
rispetto al 2014, dati che non fanno altro
che acuire la frustrazione di chi lavora
nel settore. Sempre il 12 settembre a
Milano, un flashmob dei lavoratori del
settore ha urlato a gran voce “vogliamo il
contratto!" e contemporaneamente si
fermavano le altre province lombarde.
“Diciamo NO alle assurde pretese di
smantellamento di diritti” è lo slogan che
ha guidato, il 14 settembre, la protesta
bolognese. Il rischio concreto e
immediato dell’assenza di regole di
riferimento per alcune parti del turismo è
il dumping contrattuale, l’abbattimento
dei costi senza più vincoli contrattuali e
senza più condizioni di equilibrio per i
lavoratori del settore.
Il 16 settembre è stata la volta dei
lavoratori del Lazio: “per dire basta allo
smantellamento dei diritti e tutele
normative salariali".
E tanti sono stati i contributi in altre città,
Fabro, Brescia, Bergamo, Imola, Modena,
Alessandria, Torino, Lecco; tutte queste
iniziative riuscite hanno di certo influito
sulla decisione di Fipe di rivedere la
propria posizione e riaprire il dialogo per
arrivare ad un accordo che regoli il
settore. Soddisfazione della Filcams, che
auspica una ripresa del negoziato
spazzando via dal tavolo le precedenti
richieste che avevano portato
all’allontanamento delle parti. Se il
recupero della produttività e
dell’efficienza è un esigenza datoriale da
tenere in considerazione, questo non
dovrà automaticamente ricadere sui
lavoratori, che dopo anni di attesa, non
sono certo disposti a pagare di tasca loro
il costo del nuovo contratto.
Dopo la firma, nel gennaio 2014, del
contratto con le parti datoriali aderenti a
Federalberghi, finalmente si registra un
piccolo e politicamente significativo
passo avanti anche nel negoziato con
Fipe. È necessario però che tutte le
controparti a partire dalla Confindustria
riaprano i negoziati celermente. Le
lavoratrici e i lavoratori e l’intero settore
hanno bisogno di regole e stabilità.
TURISMO
Una
mobilitazione
efficace
[
GRANDE DISTRIBUZIONE ORGANIZZATA
]
Il contratto
nonpuòpiùattendere
U
n negoziato, quello
finalizzato alla
definizione di un
contratto collettivo
nazionale di lavoro per la
Gdo, che si protrae da ormai
due anni e che continua a
scontare posizioni di
assoluta rigidità e un
atteggiamento dilatorio da
parte di Federdistribuzione.
Dopo il recesso dal contratto
del terziario da parte
dell’associazione datoriale
fuoriuscita da
Confcommercio ad inizio del
2012, le aziende, che ne sono
associate, procedono con
sempre maggior frequenza
alla disdetta della
contrattazione integrativa
aziendale, determinando, in
tal modo, un forte
arretramento di diritti e
tutele.
Federdistribuzione inoltre,
nonostante il recente
rinnovo contrattuale
sottoscritto da Filcams,
Proclamate
il 7 novembre
e il 19 dicembre
due giornate
di sciopero
Diario
terziario
T U R I S M O
C O M M E R C I O
S E R V I Z I
È necessario che tutte
le controparti riaprano
i negoziati : le lavoratrici,
i lavoratori e l’intero
settore hanno bisogno
di regole e stabilità
SEGUE
APAG.2
di
R
OBERTA
M
ANIERI
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