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Trentino, da Provincia sostegno a potere d'acquisto famiglie

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I 413.000 contribuenti trentini hanno pagato 1.532 milioni di Irpef per l'anno 2011. Lo comunica il ministero dell'Economia che registra un aumento del gettito dell'addizionale regionale anche per il Trentino, addizionale che ha garantito un gettito complessivo di 92 milioni. Il Mef ha poi accertato che 75.000 lavoratori dipendenti in Trentino hanno ricevuto uno sconto fiscale di circa 20 milioni complessivi per le tasse pagate sulle retribuzioni di produttività, mentre per i trentini le detrazioni risultano nel 2011 pari a 652 milioni.

Commentando i dati, il segretario generale della Cgil Trentino, Paolo Burli, ricorda come in media in Italia l'Irpef gravi sulle spalle di lavoratori dipendenti e pensionati per oltre l'80 per cento del suo gettito.

"Sono quindi le famiglie a reddito fisso a pagare anche nella nostra provincia – continua il segretario Cgil – una quota rilevate di quel miliardo e mezzo di Irpef che rientra da noi grazie al meccanismo dei nove decimi. Nel 2012 queste famiglie hanno affrontato una riduzione dei redditi, provocata dalla recessione ancora in atto, e quest'anno dovranno accollarsi il probabile ulteriore aumento dell'Iva. Inoltre, i pochi che hanno beneficiato di una retribuzione accessoria, dovranno fare i conti con la stretta sulla detassazione del salario di produttività introdotta dal governo Monti.

Per questo, serve un nuovo governo, che a livello nazionale tagli i costi della politica e dello Stato, elimini spese superflue e sprechi con una seria spending review, riduca le imposte sui redditi da lavoro e da pensione per rilanciare i consumi e creare nuove occasioni di lavoro. Il tempo sta per scadere".

Lo stesso appello Burli lo lancia anche alla Provincia: "Oggi le condizioni sociali ed economiche delle famiglie trentine non sono dissimili da quelle dello scorso anno. L'imponibile Irpef del 2011 in Trentino è cresciuto molto al di sotto dell'Inflazione, a testimonianza che le famiglie a reddito fisso si stanno impoverendo. Ora la situazione rischia di peggiorare velocemente, se la recessione perdurerà.

Perciò, serve un intervento della Provincia a sostegno del potere d'acquisto delle famiglie, sulla falsariga di quello attuato lo scorso anno, quando la Giunta aveva stanziato circa 15 milioni, distribuiti in base ai paramentri Icef. Anche su questo fronte bisogna fare in fretta".



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TAGS cgil trentino provincia potere d'acquisto burli

25/03/2013 15:53

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