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Secondo le stime degli attivisti, l'esercito continua a colpire. Duro blitz nella capitale: almeno 59 morti, una giornata di "esecuzioni sommarie". La Francia invita Assad a lasciare il paese. E invia strumenti per sostenere i ribelli
di rassegna.it
E' di circa 200 morti il bilancio dell'ennesima giornata di violenze in Siria, ieri 21 agosto. Lo denunciano gli attivisti della Lega siriana per i diritti umani, citati dalla tv satellitare al-Jazeera. Sulla loro pagina Facebook gli attivisti dei Comitati di coordinamento locale in Siria scrivono che la maggior parte delle vittime, almeno 59, si è registrata a Damasco e nei suoi sobborghi. E' quanto riporta l'agenzia Adnkronos.
A quanto si apprende, a Damasco è avvenuta una vera e propria strage. Decine di civili sono stati uccisi nella località Maadamiyat al Sham, nei pressi della capitale, in un'operazione compiuta dall'esercito siriano. Oggi (22 agosto) l'Osservatorio siriano sui diritti umani ha parlato di "esecuzioni sommarie".
Gli Stati occidentali continuano a premere contro il regime. Stavolta è la Francia a intervenire con il primo ministro, Jean-Marc Ayrault, che ha invitato Assad a lasciare il paese. "L'obiettivo è trovare le condizioni di una transizione politica", ha detto in un'intervista televisiva, annunciando che è stato inviato "un equipaggiamento non letale" agli oppositori del regime.