Circa 450 lavoratori saranno discriminati nell’esercizio del loro diritto di voto alle elezioni del 5, 6 e 7 marzo per il rinnovo delle Rsu del pubblico impiego a Roma per la scelta di non aprire il seggio presso il compendio di Castro Pretorio, "limitando nei fatti la possibilità di partecipazione al voto dei lavoratori della Pubblica Sicurezza, considerate le ovvie difficoltà di spostamento presso la sede del Viminale di un numero così consistente di personale". Lo affermano, in una dichiarazione congiunta, il segretario della Fp Cgil di Roma e Lazio Lorenzo Mazzoli e il segretario nazionale Salvatore Chiaramonte.
"Le motivazioni opposte alla proposta di apertura del seggio, avanzata dalla Fp Cgil, riguardano la presunta vicinanza della caserma di Castro Pretorio alla sede del Viminale e la necessità di accogliere la raccomandazione dell’Aran di non frazionare troppo le sedi di voto. Ci sembra appena il caso di sottolineare - continuano i due sindacalisti - che considerare la ex caserma di Castro Pretorio vicina alla sede del Viminale è una interpretazione fallace della Commissione elettorale del Dipartimento della P.S. tenuto conto, peraltro, che la distanza può essere percorsa, oggettivamente, esclusivamente a piedi. Peraltro la Commissione non ha tenuto conto di un’altra raccomandazione dell’Aran per la quale le operazioni di voto devono evitare problematiche alla funzionalità degli uffici. Far spostare centinaia di lavoratori concentrati nelle ore di apertura dei seggi da una sede di lavoro ad un’altra non particolarmente vicina, comporta sicuramente delle difficoltà di funzionamento degli uffici. Tale decisione appare illogica e nella sostanza discriminatoria per le lavoratrici e i lavoratori interessati".
La Fp Cgil ricorrerà in sede di Comitato dei garanti "affinchè venga sanata - concludono - questa scelta incomprensibile e venga consentito ai lavoratori di poter esercitare il diritto di voto nelle migliori condizioni.
Chiediamo alle organizzazioni sindacali di Cisl, uil e Ugl, i cui componenti nella Commissione si sono espressi contrariamente all’apertura del seggio, di riconsiderare tale orientamento".