L'allarme dell'Istituto di statistica: dato peggiore dal 2009. Discesa dell'1,7% per gli
alimentari e del 4,4% per il non food. Nel mese di dicembre le vendite scendono di 1,1 punti. Anche questo è un record negativo. Mai così male dal 2004
La crisi continua a mordere, e i consumatori tuirano i remi in barca. A dicembre 2011 le vendite al dettaglio segnano una diminuzione congiunturale dell'1,1%. Nella media del trimestre ottobre-dicembre 2011 l'indice è diminuito dell'1,0% rispetto ai tre mesi precedenti. Lo riferiscono stamnai (24 febbraio) fonti di agenzia.
Nel complesso si tratta del dato peggiore dal 2009.
Nel confronto con novembre 2011, diminuiscono le vendite sia per i prodotti alimentari (-1,0%) sia per quelli non alimentari (-1,2%). Rispetto a dicembre 2010,
l'indice grezzo del totale delle vendite segna un calo del 3,7%. Le vendite di prodotti alimentari diminuiscono dell'1,7%, quelle di prodotti non alimentari del 4,4%.
Le vendite per forma distributiva mostrano, nel confronto con il mese di dicembre 2010, flessioni marcate sia per la grande distribuzione (-3,9%), sia per le imprese operanti su piccole superfici (-3,5%).
Il dato dell'Istat rappresenta il valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi (il tasso annuo d'inflazione a dicembre 2011 è stato pari al 3,3%). Il forte calo segnato dalle vendite su base annua è il risultato, spiega l'Istat, di una discesa dell'1,7% per gli alimentari e del 4,4% per il non food. E anche guardando all'ultimo trimestre del 2011, sul piano congiunturale, le vendite registrano un ribasso (-1,0%).
Con riferimento alla dimensione delle imprese, nel mese di dicembre il valore delle vendite diminuisce, in termini tendenziali, del 3,4% nelle imprese fino a 5 addetti, del 3,3% nelle imprese da 6 a 49 addetti e del 4,2% in quelle con almeno 50 addetti. Analizzando i diversi settori, a dicembre si registrano variazioni tendenziali negative in tutti i gruppi di prodotti.
Le diminuzioni tendenziali di maggiore entità riguardano elettrodomestici, radio, tv e registratori (-11,3%) e supporti magnetici, strumenti musicali (-7,8%). Il gruppo che mostra la flessione più contenuta (-1,6%) è quello dei prodotti di profumeria, cura della persona.