Il Corriere della Sera solleva la polemica dopo che nel popolare sito di microblogging si erano avanzati dubbi sull'autenticità di alcuni messaggi partiti dall'account di Corso d'Italia
Leggermente velenoso l’articolo che il Corriere della Sera (“Twitter, la protesta Cgil corre in 140 caratteri”) dedica oggi all’intensa attività della confederazione di Corso Italia sui social network, prendendo spunto da un incidente avvenuto nella giornata di ieri.
“La Cgil si era guadagnata sul campo la medaglia di sindacato più attivo sul web – scrive Antonella Baccaro -, fino a ieri, quando qualcuno ha incautamente riversato in rete un fuoco di fila di tweet veramente troppo ‘oltre’. ‘Un governo di ricchi, nella crisi, taglia i redditi dei poveri. Purtroppo è sempre così!’, recitava il primo con un'enfasi inconsueta. Ma se questo esordio è passato inosservato nel fiume dei cinguettii mattutini, il secondo messaggio ha colpito nel segno: ‘Un governo di banchieri, nella crisi, alza i tassi di interesse. Sì è sempre così!’. E poi: ‘Un governo di assicuratori, nella crisi, trasforma il welfare in polizze. Davvero è sempre così!’”.
C'è voluto del tempo, sempre secondo il Corriere, perché qualcuno nel quartier generale della Cgil venisse avvisato dell'insolita verve delle frasi riversate sul web. “Intanto
il tweettatore aveva fatto in tempo a pubblicare una decina di pensierini, alcuni spiritosi, tipo: ‘Un governo che non ha mai frequentato il mercato del lavoro che fa? Lo riforma a 'tavolino’. Altri colti: ‘Dal governo ghe pensi mi al faccio da solo, schumpeterianamente’. Proprio un bel progresso per il paese. Ce n’era abbastanza per chiudere qualsiasi rapporto con il governo Monti, e non solo la difficile trattativa sul lavoro”.
Il gioco è proseguito ancora per un po’, con la rete che, a detta della giornalista del Corriere, avrebbe reagito con allegria,
creando un hashtag appropriato, “scommettendo cioè che qualcuno avesse preso possesso dell'identità del sindacato, lanciando messaggi non autentici” ("Cercasi esorcista a buon mercato per liberare account Cgil, versiamo contributi #trollcomelacgil"). Va detto che c'è stata una risposta dell'autore dei tweet a rivendicare la propria autenticità e le verità contenute in quei messaggi. Ma alla giornalista non è bastato. "Il gioco, per fortuna, non è proseguito ancora a lungo. I tweet non sono stati rimossi e forse neanche l'autore – conclude maliziosamente la Baccaro -. ‘La verità è che uno dei nostri ha lasciato il pc al figlio mentre andava a prendersi il caffè’, è stata la spiegazione. Chi di Twitter ferisce…”.