Nuova protagonista sulla scena della delicata partita della riforma del mercato del lavoro. Dopo la sparata antisindacale di Emma Marcegaglia, ieri è stata la ministra del Welfare Elsa Fornero, alla vigilia del quinto incontro del negoziato, con le parti sociali, questa sera alle 18 al ministero del Welfare con all'ordine del giorno le politiche attive per il lavoro, a far parlare di sé per una frase un po’ fuori dalle consuetudini. Una Fornero spavalda, la descrive Massimo Franchi sull’Unità, che ha chiamato in causa direttamente il Pd : “Penso che anche il Pd possa votare una buona riforma, ma se ci sarà accordo solo su una riforma che il governo non giudica buona, lo stesso governo si assumerà la responsabilità di andare avanti e il Parlamento si assumerà la responsabilità di appoggiarlo o meno”. Dopo aver dato conto della scontata replica di Bersani (“dice bene il ministro: il Partito democratico appoggerà una buona riforma. Naturalmente la valuteremo confrontandola con le nostre proposte”), Franchi spiega che la Fornero “non si è limitata a parlare dell'iter della sua riforma. È entrata anche nel dettaglio”, ribadendo che “l'articolo 18 sarà sul tavolo. Il tema è stato lasciato per ultimo e nessuno ha mai sostenuto che dovesse venire per primo” e, con una indiretta risposta a Susanna Camuso, ammettendo che sugli ammortizzatori che “è vero che il sindacato non ha accolto subito con grande favore le idee del governo e capisco la ragione: non abbiamo molte risorse da mettere nella riforma. Ma nessuno ha mai sostenuto che la riforma andrà in vigore nel 2012 e nemmeno nel 2013. C’è bisogno di gradualità per costruire quello che non c'è, cioè gli ammortizzatori universali”.