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Lavoro, torna sul tavolo l'articolo 18

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Il ministro Fornero: "Ne parleremo, ma senza mettere in difficoltà nessuno". Il 23/2 incontro sugli ammortizzatori: "Passaggio difficile, abbiamo poche risorse". E avverte il Pd: il governo va avanti lo stesso. Epifani a Marcegaglia: "Serve più rispetto"

di rassegna.it

Lavoro, torna sul tavolo l'articolo 18
"Il tema dell'articolo 18 non può essere messo da parte". Con questa dichiarazione il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, rimette l'articolo 18 sul tavolo della trattativa per la riforma del mercato del lavoro. Lo fa in vista dell'incontro di domani (23 febbraio) tra governo e parti sociali, convocato nella sede del ministero a Roma. Si parlerà ancora di ammortizzatori, ma nell'incontro dell'1 marzo c'è in agenda la "flessibilità in uscita": l'articolo 18, appunto, come conferma oggi Fornero.

"C'è molto lavoro da fare - queste le sue parole -, ma il tema dell'articolo 18 non può essere messo da parte. Ne discuteremo con apertura, senza mettere in difficoltà nessuno ma ne parleremo per risolvere i problemi". Il ministro naturalmente si augura l'accordo: "Mi sento di esprimere moderata fiducia. Si sta lavorando bene, la discussione mi sembra proficua".

Domani Fornero non rilascerà dichiarazioni dopo il vertice, fanno sapere dal ministero, ma ancora una volta lo fa alla vigilia della trattativa. Commenta anche i passi indietro dell'ultimo incontro, dove è emersa l'incognita delle risorse: la riforma degli ammortizzatori "è un passaggio difficile", ammette. "E' vero che i sindacati rispetto alla presentazione fatta dal governo non hanno accolto le proposte con grande favore, ma d'altro canto non abbiamo neanche moltissime risorse da mettere in campo". Nessuno "ha detto che la riforma andrà in vigore nel 2012 o nel 2013. Ci vorrà gradualità per modificare quello che c'è da modificare e per costruire quello che non c'è".

Il governo andrà avanti lo stesso, ripete il ministro. Anche senza il Pd di Bersani. "Non ho sentito altolà secchi - dice -, il Pd può appoggiare una buona riforma". In caso contrario "il governo si assumerà la responsabilità di andare avanti".

Nel frattempo, alcune crepe sembrano aprirsi all'interno della Confindustria. Il vice presidente, Alberto Bombassei, ha criticato le dichiarazioni del presidente Marcegaglia, ovvero l'uscita sui "ladri e fannulloni" che il sindacato difenderebbe. "Il tono di ieri, del presidente Marcegaglia - sostiene Bombassei - forse è stato un po' esagerato, un passo falso. Ma l'articolo 18 è al secondo posto tra i motivi di non investimento. Dobbiamo eliminare gli effetti negativi di questa norma che è un grande freno alle assunzioni giovanili".

E' tornato a farsi sentire anche l'ex segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, attualmente presidente dell'associazione Bruno Trentin. Per censurare la battuta infelice della Marcegaglia. "Vorrei dire alla presidente di Confindustria - afferma - che nessun sindacalista si sarebbe permesso di usare i toni usati da lei nei confronti dei lavoratori. Occorre rispettare sempre l'interlocutore perchè è segno di civiltà di rapporti". Sulla riforma del lavoro, a suo avviso, "non dobbiamo fare la guerra al governo Monti", ma "non si può pensare che si attacchino diritti fondamentali senza motivo".



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TAGS imprese sindacati riforma del lavoro articolo 18 fornero cgil ammortizzatori sociali marcegaglia governo

22/02/2012 18:58

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