Primo maggio: senza crescita e occupazione il Paese implode
Deve cambiare. Cambierà. La politica economica e sociale del governo italiano e quella di molti paesi europei, che blocca la...
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La sortita della leader di Confindustria Marcegaglia rischia di complicare il negoziato. Sullo sfondo, un'altra volta, il feticcio dell'articolo 18. Reazioni infastidite dei sindacati, che trovano l'appoggio di Bersani DI GUIDO IOCCA
di Guido Iocca
Le parole di Emma Marcegaglia contro il sindacato pronunciate ieri nel corso di un convegno di Federmeccanica a Firenze in primo piano sulla quasi totalità dei quotidiani in edicola. Se ne occupa con grande risalto la Repubblica “Quando arriva alla questione spinosa dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – scrive oggi Paolo Griseri -, Marcegaglia spiega così il motivo che spinge Confindustria a chiederne la modifica: Confindustria non vuole abolire l'articolo 18 che deve rimanere per i licenziamenti discriminatori. Ma ci deve essere la possibilità di licenziare chi non fa il proprio mestiere”. In questa battaglia la presidente spera “di avere il sindacato riformista suo alleato. Perché il sindacato deve tutelare i bravi lavoratori che sono la maggioranza”, non “assenteisti cronici e ladri, quelli che non fanno il loro mestiere”.
Un passaggio del genere non poteva non alimentare furiose polemiche. Anche perché giunge a freddo, nel momento faticoso in cui si sta tentando di trovare un accordo tra le parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro. “In realtà – prosegue Griseri – Marcegaglia ha detto finalmente quel che pensa una parte significativa degli imprenditori italiani: bisogna evitare che siano i giudici a decidere se un lavoratore licenziato ha diritto di continuare a lavorare. Quella, tranne casi di evidenti discriminazioni, è una prerogativa che deve spettare all'azienda. Un principio che potenzialmente finisce per rendere temporanei anche i contratti a tempo indeterminato”.
Alla sortita di Emma Marcegaglia dedica ampio spazio anche il Corriere della Sera: “Va all'attacco sull'articolo 18, e ai sindacati, specialmente alla Cgil, viene la pelle d'oca a sentirla parlare così”, sintetizza Mariolina Iossa. Che riporta le reazioni, immediate e infastidite dei sindacati: “La trovo offensiva, le risponde con durezza Susanna Camusso e Raffaele Bonanni, su posizioni più morbide, invita comunque ad abbassare i toni e chiede di usare un linguaggio responsabile”. Le nuove polemiche scatenate dalla leader di viale dell’Astronomia giungono, annota la giornalista del Corriere, “in una giornata non facile per i rapporti tra imprenditori e sindacati”. E a poco serve la parziale correzione operata dalla stessa Marcegaglia, che nel giro di poche ore assicura che Confindustria nutre “rispetto e fiducia verso i sindacati confederali”. Le risponde un’altra voce proveniente da corso d’Italia, registrata ancora dal Corriere della Sera, quella del segretario confederale Fulvio Fammoni: “Così si dicono cose non vere che offendono e mettono in discussione il ruolo del sindacato confederale italiano”.
L’Unità chiarisce subito il suo punto di vista sulla polemica Marcegaglia-sindacati e titola in prima pagina: “Chi vuole rompere. Marcegaglia contro i sindacati”. Poi a pagina 4 commenta, con Luigina Venturelli, che “se non si ferma la polemica sull’articolo 18, altrettanto si può dire sul braccio di ferro tra governo e sindacati sulla necessità o meno di un accordo sociale per varare la riforma del mercato del lavoro”. L’intenzione di Monti di procedere anche in assenza di un accordo con le parti sociali ieri ha trovato, informa ancora Venturelli, l’esplicito appoggio della leader di Confindustria: “Credo sia giusto che, nel caso in cui non si arrivi a un accordo, il governo vada avanti e faccia la riforma che deve fare”.
Insomma, ieri la Marcegaglia sembra essersi impegnata parecchio per fare arrabbiare i sindacati confederali. Sindacati a cui intanto giunge l’appoggio esplicito del segretario del Pd Pierluigi Bersani, che sempre ieri, come riporta l’Unità, si è schierato contro eventuali intenzioni dell’esecutivo di procedere unilateralmente alla riforma: ”Spero che il governo sia impegnato a trovarlo questo accordo, e il Pd si schiererà con quell'accordo”. Un auspicio, aggiunge Venturelli, che suona come un avvertimento, “visto che in assenza di un'intesa Bersani non considera scontato l'appoggio parlamentare dei democratici: noi abbiamo la nostra proposta, che si occupa dei problemi veri, senza affrontare l'articolo 18. Se malauguratamente non ci fosse questo accordo, valuteremmo le decisioni del governo alla luce delle nostre proposte”.
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22/02/2012 09:40
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Botta e risposta Confindustria-Cgil sull'art.18. Marcegaglia: il sindacato non protegga gli assenteisti cronici e i ladri. Corso d'Italia: "Viale dell'Astronomia smentisca, questo è troppo". Bonanni: "Il governo intende rompere il negoziato"
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