Ma sono così tanti gli assenteisti cronici nel nostro paese? Se lo chiede implicitamente, dopo la sortita di ieri di Emma Marcegaglia, la Repubblica. Che risponde con una comparazione internazionale ("Work absence in Europe" di Bonato-Lusinyan) da cui risulta che
il tasso medio di assenza per malattia in Italia è inferiore a quello della Germania (1,5 contro 2,1 per cento nel settore privato). Anche nelle amministrazioni dello Stato le punte di assenteismo si vanno riducendo.
"Il caso-assenze non c'è – commenta a Luisa Grion
Giuliano Cazzola, deputato del Pdl - la grande maggioranza dei dipendenti è più che onesta: il problema delle industrie, semmai, è che in caso di licenziamento per motivi disciplinari la magistratura è nel 70 per cento delle volte favorevole ai dipendenti".
E allora? Allora “
dietro l'accusa della Marcegaglia ci sarebbe sempre l'articolo 18”, a giudizio di Grion. Che interroga al riguardo
Michele Tiraboschi, il quale non si smentisce: "La differenza – secondo il giuslavorista - la fanno i permessi sindacali e i congedi: qui ce ne sono troppi, è una patologia italiana, come le malattie per periodi brevi". La novità, conclude la giornalista di Repubblica, “è che anche nel settore privato si sta facendo strada l 'idea di non retribuire le assenze al di sotto dei tre giorni (considerate più sospette):
così prevede il contratto del commercio siglato un anno fa. Un'intesa che allora spaccò il sindacato, la Cgil non la firmò”.