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pubblicato il 21/02/2012

Iscrizioni scolastiche e insegnamento della religione cattolica

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Riceviamo e pubblichiamo

di Antonia Sani*

Gruppi di genitori sostano davanti alle scuole dopo aver iscritto i figli per il prossimo anno scolastico. C’è chi dice “io, il mio l’ho esonerato da religione”. Nessuno interviene per spiegare che “l’esonero da religione” non esiste più da quando il Nuovo Concordato del 1984 ha reso questo insegnamento –prima obbligatorio col Concordato del 1929- facoltativo. Quindi, oggi lo si sceglie se lo si vuol frequentare, ma non si deve fornire nessuna motivazione per non frequentarlo, come invece avveniva prima del Nuovo Concordato. Oggi viene consegnato il modello E allegato al modulo di iscrizione; si barra la casella col NO se non si vuole frequentare l’insegnamento di religione cattolica, quella col SI se si desidera frequentarlo.

OGNI VOLTA CHE SI SENTE PARLARE DI ESONERO BISOGNA INTERVENIRE E DARE QUESTA SPIEGAZIONE.

Ci sarebbero altre spiegazioni da aggiungere (ad es. perché questo insegnamento è divenuto da obbligatorio facoltativo, perché, se è divenuto facoltativo, si deve barrare la casella col NO se non lo si sceglie…), ma qui vogliamo offrire semplicemente le più immediate spiegazioni per genitori e studenti che si trovano ( o si sono trovati) alle prese con le iscrizioni.

Più difficile è capire la “natura” dell’“ora di religione”. E’ un’ora settimanale (due ore nella Scuola Elementare e dell’Infanzia) dell’orario obbligatorio ceduta al Vaticano; quindi è un’ora “curricolare”, collocata nell’orario scolastico obbligatorio, con un apposito docente pagato dallo Stato, benché “non obbligatoria”. Questo è il pasticcio davvero magistrale che nasconde la “facoltatività” dell’insegnamento e dà la sensazione che l’IRC (ins.rel.catt.) sia rimasto di fatto obbligatorio!

Una volta deciso di non scegliere l’IRC, si passa al modello F che presenta le alternative possibili per trascorrere quell’ora. Deve essere chiaro che le attività alternative non sono da confondersi con le attività integrative rivolte a tutti. Se non ci fosse l’IRC dentro l’orario scolastico obbligatorio tali attività non avrebbero ragione di esistere! Secondo un’importante sentenza della Corte Costituzionale (203/1989) chi non sceglie l’IRC non può sottostare a nessuna scelta obbligata. Può chiedere come alternativa un’attività didattica /formativa (e la scuola è tenuta a dargliela), ma può anche scegliere di non fare nulla, di studiare per conto suo, perfino di uscire dalla scuola…

Tutto questo è necessario che genitori e studenti lo sappiano con chiarezza.

Chi sceglie di fare un’attività alternativa, deve essere consapevole che accetta di fatto il meccanismo imposto dal Concordato: un insegnamento religioso nella scuola dello Stato… a patto che gli venga consentito di seguire in quell’ora un’attività di proprio gradimento.. Chi opta per nessuna attività o per l’uscita, rende più evidente la non accettazione di un privilegio e l’anomalia di un insegnamento religioso curricolare benché divenuto facoltativo nella scuola di tutti.

* presidente del CRIDES- Scuola e Costituzione



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TAGS ora di religione

21/02/2012 18:35

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