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Dieci domande precarie al governo

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Le giovani e i giovani de "Il nostro tempo è adesso" rivolgono dieci quesiti al presidente Monti e al ministro Fornero per capire quali sono le reali intenzioni dell'esecutivo. "Basta speculare sulla precarietà, serve coerenza tra parole e fatti"

di rassegna.it

Dieci domande precarie al Governo (foto di Maurizio Minnucci) (immagini di Fabrizio Ricci)
Diciannove ventenni hanno inviato oggi una lettera aperta pubblicata nella prima pagina del Corsera per denunciare la “bambagia delle tutele” in cui vivono i nostri padri. A loro replicano altri giovani, quelli del comitato “Il nostro tempo è adesso” che osservano come questi genitori che vivono nella bambagia non sono certo “i nostri padri e le nostre madri, che sono invece i licenziati e i cassintegrati delle aziende che scappano all'estero, sono le lavoratrici e i lavoratori che vedono diminuire i loro stipendi e rincarare il costo della vita, sono i disoccupati che hanno perso il lavoro e non ne trovano più, sono gli operai che dopo quarant'anni in catena di montaggio non possono ancora andare in pensione”.

Le precarie e i precari del nostro tempo è adesso, la rete di realtà giovanili che hanno promosso la manifestazione del 9 aprile scorso, rifiutano questa “continua stucchevole strumentalizzazione”. “Sappiamo bene – scrivono in una nota - che i veri garantiti vanno cercati altrove, tra i privilegi di chi specula, di chi campa di rendita e possiede grandi patrimoni, siano essi padri o figli. 
Piuttosto che sostenere il Governo Monti nella perseverante convinzione di dover togliere ancora diritti e tutele, chiediamo al Governo coerenza”.

E allora, iIl comitato il nostro tempo è adesso ha scritto un decalogo di proposte molto precise, elaborate da chi la precarietà la vive davvero, e le ha recentemente portate sotto al Ministero del Lavoro organizzando una manifestazione. “Attendiamo ancora dal Governo una risposta – scrivono ancora i giovani precari - ed è per questo che rivolgiamo al presidente Monti e al Ministro Fornero le nostre dieci domande, affinché la precarietà non sia più un oggetto di speculazione, ma un tema su cui agire concretamente per ridare diritti e dignità al nostro lavoro”.

Ecco le dieci domande:

1. Il governo ha intenzione di ridurre le forme contrattuali e combattere i contratti truffa che nascondono lavoro subordinato (stage, cocopro, finte partite iva, associazioni in partecipazione, lavoro a chiamata), affermando il principio che a un lavoro stabile deve corrispondere un contratto stabile?

2. Il governo ha intenzione di far valere il principio costituzionale dell’equo compenso, collegando i livelli minimi delle retribuzioni ai contratti nazionali per tutti e obbligando a pagare di più chi è strutturalmente discontinuo?  

3. Il governo pensa di trovare le risorse per estendere realmente gli ammortizzatori sociali e garantire a tutti la continuità di reddito?

4. Il governo ha un piano per far uscire i giovani dalla prigione dell’immobilità sociale, combattere l’inoccupazione e la disoccupazione, magari garantendo un reddito minimo a queste figure in chiave di attivazione?

5. Il governo si pone il problema del futuro previdenziale dei giovani, che si costruisce solo aumentando i compensi e quindi i contributi versati dei datori per tutti i lavoratori?

6. Il governo si pone il tema che la precarietà esclude i giovani dalla rappresentanza e quindi li rende ricattabili a ogni livello?

7. Il governo ha intenzione di estendere a tutti/eil diritto alla maternità e alla paternità?

8. Il governo ha intenzione di estendere l’indennità di malattia prevista per i subordinati anche ai precari?

9. Il governo si pone il problema dell’impossibilità di continuare a formarsi e aggiornarsi per la gran parte dei precari?

10. Il governo ha intenzione di intervenire sull’emergenza casa per i giovani (vicina o lontano da quella di mamma e papà, ma una ci serve)?



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TAGS precari fornero giovani non + disposti a tutto il nostro tempo è adesso monti

21/02/2012 17:50

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