Le Segreterie Regionali dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp - Cisl e Uilp – Uil denunciano il perdurare di un comportamento “latitante” della Regione Marche in merito alla verifica di quanto previsto dagli accordi
Nelle Marche, come nel resto del Paese, la “questione anziani” incide sostanzialmente sul sistema di protezione sociale. Al settimo posto nella graduatoria nazionale, con un indice d’invecchiamento pari al 170% rispetto al 147%del dato nazionale, sono una delle regioni più longeve d’Italia. I dati dell’ Istat parlano chiaro: il 22,7% della popolazione marchigiana ha più di 65 anni, il 38% di essi è classificabile tra i 75 e gli 84 anni e gli ultra ottantaquattrenni, sono 12%. Un fenomeno importante che in prospettiva diventerà sempre più ampio, per i numeri e per la complessità che presenta, con evidenti ricadute sulla tenuta e l’efficacia del sistema socio-assistenziale e sulla spesa pubblica che richiederà ancora più attenzione e impegno per individuare priorità e risorse anche in virtù dei cambiamenti economico finanziari in atto.
Le Segreterie Regionali dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp - Cisl e Uilp – Uil, in un contesto socio-demografico così caratterizzato, evidenziano il permanere, sul territorio marchigiano, di forti criticità e di comportamenti difformi nel dare attuazione agli interventi a favore degli anziani non autosufficienti, previsti dal Protocollo regionale, sottoscritto il 4 giugno 2008, e dall’accordo “Percorsi di allineamento delle tariffe delle residenze protette alla norma vigente. Anni 2010- 2013” , sottoscritti dalla Regione Marche, da Cgil-Cisl-Uil Marche e dai rispettivi sindacati dei pensionati . I percorsi e le modalità previste dagli accordi, già dal 2011, avrebbero dovuto favorire un primo aumento dell’assistenza sanitaria nei 3.242posti letto convenzionati delle 108 residenze protette presenti in tutto il territorio regionale, e la riduzione della retta pagata dagli utenti attraverso il relativo scorporo del costo sanitario dalla retta stessa. I parametri assistenziali, che andranno a regime nel 2013, prevedono infatti un aumento graduale dell’assistenza sanitaria fino ad arrivare ad erogare complessivamente 100 minuti di assistenza pro capite pro die con una tariffa complessiva di 66€.
Le Segreterie Regionali dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp - Cisl e Uilp – Uil, nella consapevolezza della difficoltà gestionali e applicative degli accordi, denunciano il perdurare di un comportamento “latitante” della Regione Marche, già sollecitata varie volte, in merito alla verifica dell’andamento dell’ attuazione di quanto previsto dagli accordi stessi sul territorio regionale.
Manifestano, altresì, forte preoccupazione per le numerose segnalazioni di mancata riduzione della retta all’utente, nonostante il trasferimento, da parte della Regione agli enti gestori delle residenze protette, di ulteriori risorse per l’aumento del minutaggio di assistenza sanitaria.
Evidenziano le resistenze relative all’avvio del lavoro dei Tavoli territoriali permanenti di monitoraggio, istituiti con la delibera di giunta regionale 1493/08, che stentano a partire nonostante le continue e ripetute sollecitazioni all’Asur e alle sue articolazioni territoriali.
Il sindacato dei pensionati sottolinea quanto sia difficoltoso e, a volte, praticamente impossibile il confronto con la singola Residenza Protetta, dove, in alcuni casi si è addirittura assistito ad incrementi ingiustificati della retta stessa. In sostanza la mancata trasparenza degli atti e dei relativi allegati sottoscritti dalle strutture residenziali con la Regione, dove sono riportate per ogni singola struttura le modalità di adeguamento delle rette e dell’assistenza, rendono impossibile per l’utente e per i propri familiari, conoscere quali siano le reali prestazioni assistenziali ed il relativo costo, determinate dalle nuove convenzioni tra la struttura e l’Asur tant’è che permangono forti ambiguità sulle prestazioni assistenziali in convenzione e quelle che non vi rientrano. Per quest’ultime che, dovrebbero essere erogate a pagamento e su richiesta, neanche la carta dei servizi, prevista dalla convenzione, riesce a fare chiarezza, è infatti spesso molto generica, e quasi sistematicamente viene integrata da un regolamento interno che norma le vere relazioni , molto difficile da reperire e talvolta in netto contrasto con quanto convenzionato.
Vero è che l’estrema necessità di una risposta assistenziale spesso mette il paziente e la propria famiglia in una condizione di soccombenza ingiustificabile che porta alla dovuta disponibilità e all’accettazione di qualsiasi forma di prestazione e di pagamento.
Le Segreterie Regionali dei sindacati dei pensionati Spi-Cgil, Fnp - Cisl e Uilp – Uil, a fronte di ciò, ritengono urgente e non più rinviabile l’attivazione di un puntuale monitoraggio dell’attività delle strutture residenziali circa il rispetto dei punti delle convenzioni oltre al confronto con la Regione Marche.
Inoltre sul versante delle pensioni, falcidiate nel potere d’acquisto negli ultimi 15 anni di oltre il 30%, le Segreterie Regionali del sindacato dei pensionati Spi-Cgil, Fnp - Cisl e Uilp - Uil manifestano la loro preoccupazione per l’impatto economico sociale degli anziani, con pensioni al di sotto dei mille euro e con problemi socio-sanitari di cronicità, infatti l’importo medio della pensione percepita dai pensionati Inps marchigiani è di 620,00€. Situazione che poteva ulteriormente peggiorare con la mancata indicizzazione delle pensioni minime che grazie all’intervento del sindacato è stata riservata, dal mese di gennaio 2012, esclusivamente alle pensioni superiori a 1.441,59€ lordi, come previsto dalla legge finanziaria in vigore. Nonostante ciò rilevano che la mancata rivalutazione, produce un impatto consistente per l’economia del Paese che non risparmia neanche le Marche . Infatti sulle oltre 577 mila pensioni Inps marchigiane, il 44% circa non beneficerà del 2,6% di rivalutazione della propria pensione. Una perdita sostanziale che si stima ben oltre i 100 milioni di euro che verranno a mancare nelle tasche dei pensionati riducendone ulteriormente il loro potere d’acquisto con pesantissime conseguenze inevitabili sui consumi.
Indispensabile avviare e sviluppare una diffusa fase negoziale con la Regione e con gli Enti Locali ponendo:
- un’attenta riflessione sulle politiche tariffarie e tributarie che vanno differenziate per reddito prevedendo sostanziali agevolazioni per le fasce più deboli grazie all’utilizzo dell’Isee lineare e all’applicazione di “tariffe sociali”;
- l’avvio di una seria e concreta lotta all’evasione fiscale con la realizzazione di specifici “patti antievasione” a partire dai Comuni;
- una rispondente politica abitativa nei confronti di quanti rischiano lo sfratto, ma anche di quanti non riescono più a reggere i costi vivi del peso di una casa di proprietà.
In conclusione il sindacato regionale dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, nel ricordare le 32 mila firme marchigiane su circa 1 milione raccolte a livello nazionale a sostegno della proposta di legge di iniziativa popolare sulla non autosufficienza, auspicano che venga al più presto avviato il confronto con il Ministro delle Politiche sociali per il ripristino del fondo nazionale per la non autosufficienza ed una legge nazionale che preveda un piano di interventi mirati a dare risposte adeguate ai numerosi non autosufficienti e alle loro famiglie costretti oggi a vivere in solitudine la drammaticità della cronicità che per le Marche interessa oltre 48.000 persone titolari di assegno di accompagnamento.