Ma le sentenze di condanna della magistratura contabile nel 2011 sono state per soli 75 milioni
A 20 anni da Mani Pulite la corruzione e il malaffare imperversano in Italia. A dirlo è la Corte dei Conti che ieri ha inaugurato, alla presenza del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e di diversi esponenti del governo, l'anno giudiziario.
La corruzione in Italia ha una dimensione di 60 miliardi di euro all'anno, ma le sentenze di condanna della magistratura contabile nel 2011 sono state per soli 75 milioni, ha spiegato il procuratore generale aggiunto della Corte dei conti, Maria Teresa Arganelli.
“Rispetto a quanto rilevato dalla commissione Ue – ha sottolineato la Arganelli all'inaugurazione dell'anno giudiziario -
l'Italia deterrebbe il 50% dell'intero giro economico della corruzione in Europa”. Tuttavia, è un dato “che appare esagerato per l'Italia, considerando che il restante 50% si spalmerebbe senza grandi problemi negli altri 26 Paesi dell'Unione europea”.
“Quella contro la corruzione, latamente intesa - ha evidenziato il pg aggiunto - rappresenta davvero una battaglia impari: basti pensare che, a fronte del costo plurimiliardario del fenomeno,
la Corte dei conti nel 2011 è riuscita a infliggere condanne in primo grado per soli 75,2 milioni (danno patrimoniale di 73,6 milioni e danno all'immagine per 1,6 milioni), mentre in sede d'appello sono state definitivamente confermate condanne per 15,05 milioni, relative a giudizi trattati negli anni precedenti”.