Titolo a tutta pagina in prima sull'accordo tra Monti e Camusso per sterilizzare l'art. 18. Ma è una notizia falsa, smentiscono Palazzo Chigi e Corso d'Italia: non c'è stato nessun incontro e non c'è nessun accordo DI ENRICO GALANTINI
Una strada larga, l’aveva definita il ministro Fornero, parlando del possibile accordo tra governo e parti sociali sul mercato del lavoro. Una strada che qualcuno vuole chiudere, evidentemente. Il titolo a tutta pagina della
Repubblica di oggi “
Articolo 18, pronto l’accordo”, con la notizia-bomba del sì del segretario generale della Cgil a una revisione, pur parziale, della norma sui licenziamenti contenuta nello Statuto dei lavoratori, un sì espresso in un faccia a faccia segreto con il presidente del Consiglio prima che questi partisse per gli Stati Uniti, era in effetti una bomba, uno scoop. Peccato che fosse una bomba falsa, non uno scoop ma una bufala.
Un comunicato congiunto della presidenza del Consiglio e della Cgil spiega infatti che “In relazione all'articolo pubblicato oggi dal quotidiano la
Repubblica, Palazzo Chigi e la Cgil rendono noto che nei giorni scorsi non vi è stato nessun incontro, né colloquio tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso”. Precisando poi, nello stesso comunicato, che “peraltro, se tale incontro fosse avvenuto, non sarebbe stato il primo faccia a faccia. Susanna Camusso e Mario Monti si erano infatti già incontrati nel novembre scorso al momento della formazione del nuovo governo”.
Al quotidiano romano, che insiste nel
confermare le sue indiscrezioni sull'incontro segreto, la Cgil risponde anche, con durezza, sui social network. Su Facebook, due note a firma della Cgil nazionale commentano così lo scoop-bufala. La prima: “La notizia data da
Repubblica di un incontro segreto tra Camusso e Monti è assolutamente infondata. È anzi una grave invenzione. Le nostre posizioni sull’articolo 18 sono note e stranote. Sembra quasi che qualcuno voglia far saltare il confronto. Con
Repubblica si ripetono ormai gli incidenti ma perché scendere a queste bassezze e dire il falso?”. La seconda: “Prima due fondi di Scalfari. Oggi una notizia assolutamente falsa in apertura. Ma chi vuole forzare la mano? Noi, la Cgil, non subiremo pressioni improprie. Il paese attraversa un momento molto difficile, così come il compito di Monti lo è. Ma non diremo sì a tutti i provvedimenti a prescindere dalle nostre idee. È anzi arrivato il momento di imporre la crescita in Italia e cambiare le politiche in Europa. Monti è d'accordo?”.