Rubriche

Blog

Il PuntoRassegnadosFuori classeRoba da mattiSull'asfaltoCinePressaRendiamoci ContoRadio cracNote a margineChe senso che faUomini e CittàA tutta rete

Multimedia

Speciali



La protesta

Cgil, Cisl e Uil: cambiare la riforma delle pensioni

   Print  

Presidio al Pantheon per chiedere un passo indietro del Parlamento sui lavoratori esodati. Camusso: 'rassegnati' non fa parte del nostro vocabolario. Bonanni: non si può procedere per decreti. Angeletti: il governo finge di non capire

di Maurizio Minnucci, rassegna.it

I sindacati rilanciano: cambiare la riforma delle pensioni
Non solo articolo 18. C'è anche la riforma delle pensioni a unire la linea di Cgil, Cisl e Uil nei confronti del governo. Sul primo punto è partito il tavolo permanente con le imprese in attesa della nuova convocazione dell'esecutivo. Sulla questione previdenziale, intanto, i confederali chiedono con insistenza di cambiare il decreto uscito dalla manovra di dicembre. La questione che non va giù alle tre organizzazioni è quella dei cosiddetti lavoratori esodati, decine di migliaia di persone che hanno accettato l'uscita morbida dalle crisi aziendali (mobilità più prepensionamento) ma che per effetto dell'innalzamento dell'età si ritroveranno per anni nel limbo senza alcun reddito.

La partita si gioca nel decreto milleproroghe sbarcato oggi (9 febbraio) al Senato. Per questo le confederazioni, con loro anche l'Ugl, hanno tenuto un presidio al Pantheon, nei pressi di Palazzo Madama, con i quattro segretari generali. Al momento le commissioni Bilancio e Affari costituzionali hanno rinviato a lunedì pomeriggio il voto sugli emendamenti, quindi qualcosa può ancora cambiare. "La riforma delle pensioni è sbagliata", chiarisce subito il segretario della Cgil Susanna Camusso. "L'emendamento della Camera al milleproroghe non protegge i lavoratori né risolve i problemi. Sulle pensioni, 'rassegnati' è una parola che non fa parte del nostro vocabolario, in particolare in questa stagione".

"Chiediamo ai parlamentari - aggiunge - di cambiare quella norma che condanna alla disoccupazione, parliamo di decine di migliaia di persone". La dirigente sindacale ricorda anche i 300mila addetti a rischio nelle vertenze aperte al ministero dello Sviluppo ("le crisi aziendali non sono finite, anzi, aumenteranno").  Per questo "servono le protezioni", a partire proprio dai criteri sulla previdenza. Ma "la riforma è sbagliata, perché sottrae diritti e riduce la spesa, e allo stesso tempo non lascia nel sistema le risorse che sono trasferite chissà dove. Come fa il governo a dire che il problema sono i giovani e poi a imporre di restare al lavoro fino a 70 anni? Sembra l'equità nella disoccupazione".

Se si guarda davvero ai giovani, osserva ancora Camusso, "bisogna ridurre il precariato e rendere gli ammortizzatori universali". Ma servono "tutele e garanzie, cose che senza risorse non si possono garantire". Il pericolo, ha concluso, "è che se si indebolisce il lavoro si adotta la stessa modalità che oggi sta mettendo in ginocchio la Grecia: se le persone stanno male non è vero che il paese sta bene, non basta ridurre lo spread".

Poco prima era intervenuto il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: "Noi l'appello lo facciamo tutti insieme ai parlamentari: abbiate la dignità di rappresentare gli aspetti generali. Il ritornello è sempre lo stesso su pensioni articolo 18 e su ogni cosa: per i giovani si rovinano i padri. Questo è un gioco che non può funzionare più", non si può più procedere "a colpi di decreti e di rampogne".

Dall'emergenza in cui siamo, aggiunge Bonanni, "non si esce colpendo solo lavoratori e pensionati". Si esce "se la classe dirigente rimette mano a tutte le storture che non ci rendono credibili davanti agli investitori internazionali", a partire dalle infrastrutture e dalla "prigionia degli idrocarburi" o dalle banche "che si fanno pagare i servizi come nessuno in Europa". Sulle liberalizzazioni "non abbiamo visto nulla su banche e petrolieri, questa è la verità".

Il primo a parlare è stato il leader della Uil Luigi Angeletti. "L'allungamento dell'età pensionabile fatto con un decreto - ha detto - produce decine di migliaia di casi drammatici per persone che avevano fatto un'intesa. Noi lo abbiamo spiegato più volte al governo, non so se non capisce o fa finta di non capire. Speriamo che i senatori siano in grado di usare la propria testa quando ciò che il governo propone è inaccettabile. Non siamo un sindacato che non vuole le riforme, vogliamo tutti i cambiamenti necessari fatti con la ragione, non norme che si possono leggere sui libri ma che non hanno alcun riscontro con la realtà".

Quanto al mercato del lavoro, "l'articolo 18 non c'entra nulla con la politica che serve per aumentare l'occupazione. Se le imprese straniere non investono come ci dicono", non è certo per la legge sui licenziamenti "ma per una serie di motivi come la carenza d'infrastrutture, la criminalità, i tempi lunghi della giustizia". Per evitare decisioni "che non potranno essere evitate", conclude Angeletti, bisogna capire che "in questo paese non si può governare per decreti scritti dai professori". In piazza anche il segretario Ugl Giovanni Centrella: "La dignità dei lavoratori - ha osservato - va rispettata e questa riforma non la rispetta".



Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS ugl cisl camusso esodati bonanni angeletti pensioni milleproroghe cgil centrella uil

09/02/2012 17:18

Leggi i commenti

10
Io sono nato nel 1956, ho 38 anni di contributi mi hanno messo in mobilità nel mese di maggio 2011, faccio parte degli esodati o no? Quando potrò andare in pensione io?
9
sono un lavoratore "Esodato"convinto di arrivare alla pensione,ma deluso da Monti ed il suo spostamento in avanti. Sono solo,single,55 enne invalido civile al 75%, senza alcun beneficio economico tranne la mobilita' INPS che mi scadra' a settembre e devo pure pagare l affitto. Ho gia' chiesto i bonus del caso agli enti preposti ma sono briciole ed il lavoro manca nonostante esista un ufficio di collocamento mirato per gli invalidi. Solo senza nessuno, senza familiari ,cosa devo fare?aiutatemi
8
E' inutile fare solo chiacchere, bisogna agire! Se non proclamate lo sciopero generale, la gente non vi crederà più! Poi non vi lamentate che il sindacato ha perso di credibilità!!!
7
Anch'io nata nel 52, quest'anno contavo i giorni per poter lasciare il lavoro con il 1° marzo 2013 essendo dipendente pubblica (lasciavo a un giovane il mio posto), invece devo ancora lavorare per altri 6 anni!!!!!!Ma a votare io e la mia famiglia non mi vedranno più e spero lo facciano anche tutti gli Italiani o forse è meglio andare e annullare tutte le schede.
6
Sulle PENSIONI DI ANZIANITà il sottoscitto come tantissimi altri lavoratori ha incominciato a 14 anni nel 1975 ora per andare in pensione dovrei lavorare fino fine 2019 con 43 anni e svariatI mesi con la decurtazione della pensione per colpa della penale perchè esco prima dei 62 anni.MA è mai possibile una cosa del genere !!Ci doveva la gradualità usata per tutte le riforme sociali in questo paese .Si partiva dal 2018 così tutte le criticità andavano risolte SI è SOLO VOLUTO FARE CASSA!
5
enzo classe 1952 dip.pubblico contavo i giorni...x andare in pensione..poi c'e' stato il famoso scalone e per noi del 52 e' stato un sacrificio accettarlo...poi adirittura adesso ci vorrebbero mandare tra' 6 anni..e' un incubo..non e' possibile che ci state massacrando cosi' 6 anni non e' possibile...siamo depressi e incazzati...monti dice che abbiamo accettato i sacrifici....ma chi ?li ha accettati?c'e' l'hanno imposti questi fascisti mascherati...ma non finisce qui'...
4
E per quelli nati nel 1952? La sfiga è diventata diritto costituzionale. Non siamo più tutti uguali davanti alla legge, se mai lo siamo stati.
3
E che dire delle centinaia di migliaia di partite IVA e professionisti che non hanno mai avuto alcuna tutela e si vedono all'improvviso negare il diritto di poter disporre dell'ingente patrimonio che hanno versato di tasca propria in decenni di lavoro? Di questi tempi, molti di noi non riescono neppure a guadagnare abbastanza per vivere e devono attingere ai risparmi, se ne dispongono. Il montante pensionistico dovrebbe almeno in parte far parte di questo patrimonio disponibile, son soldi nostri
2
La crisi ha morso pesantemente nel settore piccolo privato, da sempre senza tutele e ammortizzatori,oltre alle criticità occorre GRADUALITA' per tutti. Questa immonda RIFORMA va abrogata e riscritta,abbassare età pensione e inserire l'incentivazione VOLONTARIA fino a 70 anni. GIUSTIZIA tra il prima e il dopo, gli impegni sottoscritti vanno onorati, lo STATO non può sottrarsi unilateralmente al contratto, ITALIANI UNIAMOCI E CHIEDIAMO DANNI MORALI E MATERIALI, RIFORMA INCOSTITUZIONALE!!!
1
Questa riforma sancisce che in Italia non esiste lo stato di diritto: chi ha firmato un accordo nella vigenza di una legge non può essere truffato, perchè di truffa si tratta; privilegi non ne vogliamo: se non abbiamo più diritto alla pensione, che venga dichiarato nullo l'accordo sull'esodo; si torna a lavorare

(ricerca avanzata)

Cerca su Rassegna.it con Google

  • bookmarks

  • segnala




Antispam: inserisci il risulato della somma.


Alcune immagini

I sindacati rilanciano: cambiare la riforma delle pensioni

Tsunami democratico

articolo di Gaspare.Serra

Libera corruzione in libero stato

articolo di alfadixit

Crisi: il fondo del fondo

articolo di idelbo

Tutti i contenuti della community

Pubblica i tuoi contenuti su Rassegna.it