Sciopero di 2 ore (le ultime di ogni turno) in tutte le aziende del gruppo Marcegaglia per venerdì 10 febbraio. Lo ha deciso la Fiom Cgil, per protestare contro la mancata conferma di alcuni lavoratori interinali che da circa un anno lavorano in azienda negli stabilimenti di Mantova, Forli e Boltiere.
Secondo la Fiom, "in questi impianti Marcegaglia da mesi continua a pretendere che il sindacato firmi il cosiddetto “salario di ingresso”, mettendo in atto veri e propri comportamenti di pressione e di ricatto nei confronti dei nostri delegati. Addirittura in questi mesi la direzione ha più volte dichiarato che se i lavoratori non saranno confermati, è solo per colpa della Fiom, indisponibile a sottoscrivere accordi che riducono lo stipendio ai nuovi assunti. Motivazioni completamente false, semplicemente utilizzate dall'azienda per mettere i lavoratori interinali contro i nostri delegati, come se l'assunzione dipendesse da loro e non da Marcegaglia".
"Il gruppo – prosegue la Fiom – dice solo che vuole assumere 150–200 lavoratori, ma non dice che i
n alcuni stabilimenti ci sono problemi occupazionali: a Ravenna ha lasciato a casa 40 lavoratori della cooperativa, a Lodi ha dichiarato 55 esuberi, a Potenza sta utilizzando la cassa integrazione, a Fontanafredda ci sono 40 esuberi, a Forli ha utilizzato la cassa integrazione e il carico di lavoro nel gruppo copre solo i prossimi due mesi.
Ed è per questo che, come sindacato, diciamo che il salario di ingresso serve alla Marcegaglia per introdurre lavoratori con un salario più basso, mettendoli in competizione con gli altri".
"Ribadiamo – concludono i metalmeccanici della Cgil – che se l'azienda fosse disponibile a togliere la pregiudiziale dei 'saldi invariati', come peraltro richiesto e votato a stragrande maggioranza dai lavoratori di Gazoldo degli Ippoliti (MN), come Fiom siamo disponibili ad avanzare una proposta utile per raggiungere un accordo. Pregiudiziale che Marcegaglia finora non ha voluto togliere, pretendendo di imporre la sua proposta, condivisa peraltro da Fim e Uilm, che da tempo chiedono senza successo di sottoscrivere un accordo separato".