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Lombardia, Formigoni accelera sul lavoro

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A livello nazionale si discute. In Lombardia con una legge regionale si supera di fatto l’articolo 18. Fassina e Gabaglio: “Intesa possibile, l’art.18 non la ostacoli”. Sacconi: “Il governo non farà marcia indietro” DI ENRICO GALANTINI

di Enrico Galantini

 (immagini di Enrico Galantini)
Tanti incontri e niente interviste. Oggi sui giornali molti articoli ricostruiscono una giornata tutto sommato positiva sul fronte della riforma del lavoro. Uno sguardo a volo sui titoli può aiutarci. “Riforma del lavoro, prove tecniche di convergenza. Sindacati e imprese verso documento comune” (L’Avvenire). “Lavoro, Fornero: i soldi non ci sono” (L’Unità). “Al tavolo sul lavoro si tratta a oltranza”. (La Stampa). “Lavoro, tutto dipende dall’apprendistato” (Il Fatto). “Sul lavoro prime intese fra le parti. Marcegaglia: verso un documento tecnico e non politico. Sull’art.18 si guarda al governo”. (Il Sole 24 ore). “Prove di accordo sulla riforma del lavoro. Verso linea comune sindacati-imprese, ma per ora niente articolo 18” (La Repubblica). “Sindacati Confindustria, sfida sull’articolo 18. Da oggi tavolo permanente per arrivare a un documento tecnico sulla riforma” (Corriere della Sera). “Lavoro a marzo nuove regole. Il premier accelera sulla riforma” (Il Messaggero). “Mercato del lavoro. Camusso a colloquio per tre ore con Fornero che dice: ‘Ora è un bel sentiero largo’” (Il Manifesto).
Insomma, la partita è ancora tutta aperta. E forse già questa è una buona notizia.

Una brutta notizia invece è quella della procedura di liquidazione coatta per il Manifesto. Non possiamo non reiterare la nostra richiesta al governo di riformare davvero la legge sull’editoria, aiutando le testate e le cooperative vere. E di farlo prima che queste siano costrette a chiudere.

Nel frattempo, in Lombardia accelerano i tempi sul lavoro, e ne dà notizia il Corriere della sera. La legge “Cresci Lombardia”, come l'hanno ribattezzata al Pirellone, che dovrebbe essere approvata domani, introduce di fatto un parziale superamento dell'articolo 18 per i dipendenti da ricollocare sul mercato del lavoro. La strada scelta è quella insomma di “una ‘indennità di terminazione' di durata e d'importo proporzionati all'anzianità di servizio del lavoratore, in cambio della rinuncia espressa da parte di quest'ultimo a qualsiasi rivendicazione giudiziale”. Un risarcimento in caso di esubero, insomma, e addio all'impossibilità di licenziare senza giusta causa. Formigoni prova a minimizzare: “Non è un'abolizione dell'articolo 18. Non è la Regione che fa contratti. Si tratta di misure che siamo pronti a varare per facilitare il dialogo fra le parti sociali in vista della contrattazione territoriale”.
Sul progetto vanno registrate le posizioni critiche degli industriali (che accusano il Pirellone di indebita ingerenza sui fondi paritetici interprofessionali e di costi aggiuntivi per le imprese). È molto critica la Cgil lombarda che, attraverso il suo segretario generale Nino Baseotto ha condannato l’attacco all’articolo 18 e ai contratti nazionali contenuto nella legge e ha presentato molte proposte di modifica. A favore della legge invece sono, proprio per l’enfasi sulla contrattazione regionale, Cisl e Uil lombarde.

Sulla riforma del lavoro, oggi due interventi (agli antipodi): quello di Stefano Fassina ed Emilio Gabaglio pubblicato oggi su L’Unità; e un’intervista sul Quotidiano nazionale all’ex ministro Sacconi. Se Fassina e Gabaglio scrivono che “occorre evitare che, nel momento in cui la trattativa tra governo e parti sociali entra nella sua fase più stringente, sia l'art. 18 a farla deragliare”, Sacconi si dice invece sicuro che il governo interverrà sullo Statuto dei lavoratori: “Il ministro Fornero è donna di carattere: non si piegherà alle intimidazioni e anzi ne trarrà ulteriori motivazioni per andare avanti”.

Segnaliamo in chiusura l’analisi sulla lotta per la presidenza di Confindustria fatta da Rinaldo Gianola sull’Unità. Dopo aver spiegato che la vittoria di Bombassei aiuterebbe le ambizioni politiche di Montezemolo, sul fatto che la grande stampa si sia schierata con il patron della Brembo Gianola avanza questa interpretazione. “La grande stampa, senza distinzioni, immagina di farla finita con la politica, i partiti, sogna un quadro politico, sociale, istituzionale molto più semplificato dove anche i sindacati sono ridimensionati, se non accantonati. Bombassei probabilmente è considerato più congeniale per questo disegno”. Inquietante ma non improbabile.




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TAGS riforma del lavoro confindustria lombardia cgil cisl uil

09/02/2012 09:57

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