Fassina e Gabaglio: accordo possibile, l’art. 18 non la pregiudichi
“Occorre evitare che, nel momento in cui la trattativa tra governo e parti sociali entra nella sua fase più stringente, sia l'art. 18 a farla deragliare” Lo scrivono Stefano Fassina ed Emilio Gabaglio in un intervento pubblicato oggi su L’Unità. “A quanto è dato capire i termini per raggiungere questo accordo esistono e sono tali da dare risposte alle vere questioni dell' emergenza occupazionale che stiamo vivendo: facilitando l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro attraverso un apprendistato rafforzato; incentivando l'inserimento e il reinserimento al lavoro delle donne, degli over 50 e di altre figure deboli; riducendo drasticamente le tipologie contrattuali atipiche e rendendo il lavoro flessibile più oneroso di quello a tempo indeterminato; garantendo che le misure di sostegno al reddito, da mantenere ed estendere, siano effettivamente accompagnate da politiche attive, di formazione, riconversione professionale e outplacement”.
“Solo in questo quadro – sostengono Fassina e Gabaglio –ha senso affrontare anche alcuni aspetti dell'operatività dell'art. 18 senza rimetterne in discussione il valore come presidio per i diritti dei lavoratori nei luoghi di lavoro e la funzione deterrente rispetto a discriminazioni e abusi. Innanzitutto riducendo la durata dei processi. In secondo luogo valutando se e come i licenziamenti individuali di carattere economico non possano seguire un percorso simile a quello per i licenziamenti collettivi della stessa natura”.