Reichlin, la Germania non sbaglia analisi, fa i suoi interessi
Interessante articolo di Lucrezia Reichlin sul Corriere della Sera. La tesi è che la Germania, che ha fortemente voluto le regole del fiscal compact, non l’ha fatto perché sbaglia analisi sulla crisi, come sostengono in molti. L’ha fatto perché le conviene. “Gli interessi economici della Germania sono sempre più diversi da quelli del resto dell'Europa – scrive l’economista –. La chiave per capirlo è pensare all'area euro non come a un'economia chiusa agli scambi intra-Unione, ma come a un' economia aperta al commercio con il resto del mondo. Per la Germania solo il 40% delle esportazioni sono verso l'area dell'euro e, dal 1999, il suo surplus commerciale si è accresciuto soprattutto grazie all' export verso i Paesi extra Unione: Cina, Paesi del Centro ed Est Europa e Paesi produttori di petrolio. Secondo, la perdita di competitività di Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna (i cosiddetti Giips ) rispetto al resto del mondo è dovuta soprattutto all'apprezzamento del tasso di cambio nominale più che alla dinamica dei prezzi. Terzo, dal 1999, il deficit commerciale di questi Paesi si è accresciuto soprattutto nei confronti dei paesi fuori dall'area euro”.
Con gli equilibri che si delineeranno nella nuova Europa del fiscal compact, dunque, “si può prefigurare una Germania esportatrice sempre più proiettata verso il mondo esterno all'euro e che beneficerà di un tasso di cambio nominale più basso che nel decennio passato. Allo stesso tempo, i Giips saranno condannati a un tasso di crescita anemico dovuto al drastico aggiustamento di bilancio imposto dalle nuove regole del fiscal compact”.