I lavoratori di
Poste Italiane della Liguria scenderanno in piazza domani,
8 febbraio. Il corteo prenderà il via alle ore 15 da via Cadorna e attraverserà il centro di Genova. La manifestazione regionale è stata organizzata dai sindacati di categoria
Slc Cgil e
Failp Cisal per richiamare l’attenzione sul momento di forte criticità che sta attraversando il servizio reso da Poste Italiane ai cittadini liguri e sulle difficili realtà lavorative dei dipendenti.
L’iniziativa culminerà in
un’assemblea presso l’aula magna del liceo scientifico Cassini, con inizio previsto per le ore 16 circa, alla quale parteciperanno esponenti delle istituzioni e delle
associazioni dei consumatori: tutte parti interessate alle sorti di un servizio del quale si sottolinea la rilevanza pubblica, anche quale fattore di una inclusività sociale, cui si dovrebbe prestare particolare considerazione in una realtà territoriale avente peculiari caratteristiche orografiche.
"Le rivendicazioni categoriali oggetto di vertenza - si legge nel comunicato sindacale - hanno già originato diverse proclamazioni di
scioperi degli straordinari (tuttora in atto, fino al prossimo 13 febbraio), ma non trovano alcuna risposta da parte di un’azienda tutta orientata al profitto e molto poco alla qualità del servizio e alle condizioni di lavoro".
I dipendenti di Poste Italiane in Liguria denunciano "la
forte carenza di personale in tutti gli ambiti aziendali: nel corso degli ultimi anni, nonostante siano stati tagliati centinaia di posti di lavoro con le
pesanti ristrutturazioni operate e con gli insostenibili recuperi di produttività, risultano scoperte moltissime posizioni lavorative a causa del sostanziale blocco del turn-over. A ciò si aggiungono i pesanti deficit organizzativi, le scadenti dotazioni strumentali, la nuova piattaforma informatica, che rallenta oltremisura i tempi di lavoro agli sportelli, un clima lavorativo caratterizzato da notevoli tensioni a causa delle forti pressioni commerciali, carichi di lavoro insostenibili (con sistematici sforamenti di orario non riconosciuti), ritardi nell’attuazione delle normative in materia di sicurezza e salute sui luoghi di lavoro".
Il tutto, prosegue il comunicato, "si traduce anche in un serio
scadimento della qualità del servizio del quale i cittadini si sono ben accorti, come mostra il moltiplicarsi delle segnalazioni indignate agli organi di stampa. E ciò a onta dei floridi bilanci sbandierati dal management societario: nel 2010 un attivo di un miliardo e 18 milioni di euro; nel solo primo semestre del 2011 un segno più di oltre 400 milioni di euro".
Da qui l’iniziativa di
Slc e
Failp, che con la manifestazione dell’8 febbraio intendono aprire "un dialogo con i cittadini, le istituzioni che li rappresentano e le organizzazioni che ne tutelano gli interessi in quanto
consumatori-utenti. per indurre Poste Italiane a porre rimedio al peggioramento delle condizioni di lavoro e allo scadimento della qualità del servizio offerto".