Schiavella: edilizia in crisi, la flessibilità non basta
L'edilizia, in ginocchio nella sua intera filiera, scende in piazza a Roma sabato 3 marzo, con una manifestazione unitaria di Fillea Cgil, Feneal-Uil e Filca-Cisl. Ne parla all’Unità Walter Schiavella, segretario generale della Fillea. “Dal 2008 ad oggi – dice – sono andati persi 300mila posti di lavoro, le imprese hanno chiuso a migliaia, il valore degli appalti pubblici si è ridotto del 40%, e di un quarto nel mercato privato. In tutto questo, è esplosa l'irregolarità, e riesploso il caporalato: stimiamo oltre 400mila lavoratori in nero”.
Davanti a questo la piattaforma dei sindacati è articolata: va dal rilancio del settore - attraverso politiche di innovazione nella direzione della green economy e un piano straordinario per il Mezzogiorno - alle pensioni, dai lavori usuranti agli ammortizzatori sociali, per arrivare a legalità. “Gli appalti al massimo ribasso e i crediti con le amministrazioni pubbliche costringono imprese sane alla chiusura”, sottolinea Schiavella. “L'edilizia – aggiunge – è la dimostrazione vivente che l'erosione dei diritti non porta ad alcuno sviluppo. Semmai è il contrario. È il settore più flessibile che c'è, eppure sta attraversando la crisi peggiore del dopoguerra”.