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La Grecia si ferma: sciopero e governo in bilico

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I sindacati incrociano le braccia per 24 ore il 7 febbraio. Intanto Papademos cerca un difficile accordo sull'austerità con i tre maggiori partiti. Continuano le trattative fra il governo e i rappresentanti della troika sugli aiuti al paese

di rassegna.it

La Grecia si ferma: sciopero di 24 ore
La Grecia si ferma ancora. I due maggiori sindacati greci hanno proclamato uno sciopero generale di 24 ore per la giornata di domani (7 febbraio), ancora una volta contro le misure di austerità che il paese si trova ad adottare sotto le pressioni di Unione europea e Fondo monetario internazionale.

I tagli previsti, secondo le organizzazioni dei lavoratori, sono infatti "la cronaca di una morte annunciata". Lo ha affermato il segretario generale del Gsee, Iannis Panagopoulos, principale sindacato del comparto privato ellenico, al termine di una riunione con i rappresentanti dell'Adedy, sigla del settore pubblico. "L'obiettivo è abbattere il diritto del lavoro e tagliare i salari del 20-30 per cento". Questo mentre la crisi debitoria della Grecia sembra tornata in una situazione altamente incerta, riportando tensione sui mercati europei.

Il governo guidato dal tecnico Lucas Papademos rischia infatti di saltare, sfociando in elezioni anticipate, se il premier non riuscirà a trovare in questi giorni un accordo con i maggiori partiti politici sulle misure chieste da Unione europea e fondo monetario internazionale in cambio di nuovi aiuti.

Dopo un nulla di fatto ieri, oggi è atteso un altro 'round' ad Atene del primo ministro con i leader politici, mentre proseguono in parallelo anche le trattative con i creditori privati per una riduzione sui pagamenti effettivi dei titoli di Stato greci. La stampa ellenica è possibilista. Dopo l'incontro durato cinque ore, Papademos e i leader dei tre partiti che sostengono il suo governo, Giorgos Papandrou, del Pasok, (socialista), Antonis Samaras di Nea Dimocratia, (centro destra) e Gioros Karatzaferis di Laos, (estrema destra), sarebbero infatti vicini ad un accordo definitivo, anche se sul tavolo restano ancora questioni cruciali che riguardano la riduzione dei sussidi pensionistici, il costo del lavoro nel settore privato e la riduzione della spesa pubblica.

Fonti vicini a Nea Dimocratia, sostengono che Samaras, è riuscito ad evitare, fra l'altro, l'abolizione della tredicesima e la quattordicesima mensilità e in più continua a respinge le richieste della troika - Fondo monetario internazionale, Unione europea e Banca centrale europea - riguardo i sussidi pensionistici.

Su un altro tavolo, intanto
, continueranno le trattative fra il governo e i rappresentanti della troika per chiudere definitivamente l'accordo sul nuovo pacchetto di aiuti alla Grecia, che può raggiungere i centosettanta miliardi di euro, mentre per il pomeriggio è in programma un nuovo incontro del Premier con i leader dei tre partiti. Samaras, parlando con i giornalisti, alla fine dell'incontro di ieri ha detto: "ci chiedono più recessione di quella che il Paese può sopportare. Cerchiamo in ogni modo di evitarla". Papandreou, da parte sua, ha convocato il Consiglio Politico del suo partito, per esaminare la difficile situazione che sta attraversando il Paese.

"I nostri partner - ha detto Papandreou, rivolgendosi ai membri del Consiglio Politico - hanno preparato due piani. Il piano A e il piano B. Il primo è un piano di sostegno e di aiuto al nostro Paese, nonostante i duri impegni che pretendono, mentre il secondo riguarda prima il fallimento e dopo l' allontanamento della Grecia dall'Eurozona'. Alla fine anche Papandreou, come gli altri leader, ha insistito sulla necessita' di andare avanti con le trattative fino alla fine.



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TAGS grecia crisi

06/02/2012 12:22

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