“La legge 300, lo Statuto dei lavoratori, è stata varata il 3/5/1970. Quanti sono questi benedetti casi annui di “reintegrati” che produrrebbero tutti questi danni?” Se lo chiede l’economista Nicola Cacace dalle colonne dell’
Unità.
E la risposta è sorprendente. “Cominciamo dall'ultimo quesito. L'unica stima è stata fatta dalla Cgil e ricavata da una ricerca durata cinque anni dell'ufficio vertenze, da cui risulta un numero di vertenze con reintegro, gestite dalla Cgil, di 100 in cinque anni, una ventina l'anno. Questo numero è stato moltiplicato per tre per tener conto degli altri operatori sindacali e non è stato smentito da nessun'altra fonte. Si tratta di 60 reintegrati all'anno su 17 milioni di occupati dipendenti”.
E
sulla difficoltà storica dell'Italia di attrarre investimenti esteri, ricorda Cacace, questa “è stata oggetto di decine di convegni e analisi da parte del Cnel, del Parlamento, dell'Ice, dell'Ocde, dell'Unctad. Nessuna di queste analisi menziona l'art.18. Le analisi parlano di criminalità, vecchiaia del paese, burocrazia complessa e spesso corrotta, giustizia incerta, infrastrutture carenti, scuola e formazione continua arretrate”.