Angeletti, una legge per i licenziamenti economici
“L'articolo 18 riguarda la tutela dei licenziamenti senza giustificato motivo, ovvero quelli discriminatori. Credo che nessuna persona sana di mente voglia e possa togliere questo diritto ai lavoratori. Ma se le ragioni economiche per la fine del rapporto di lavoro ci sono, e nell'articolo 18 sono scritte in un modo che risultano troppo complicate per essere affermate, allora scriviamole queste benedette ragioni”. Per Luigi Angeletti, in un’intervista alla Stampa, è questa la soluzione possibile. “L'articolo 18 va bene così com'è – spiega il segretario della Uil –. Nel 1970 fu scritto dai migliori giuristi in circolazione. Ma se in quel testo c'è una lacuna, se il mondo nel frattempo è cambiato e occorre sancire un principio, sono disposto a dire sì a una legge che dica esplicitamente - fatte salve le ragioni discriminatorie - quando il licenziamento è consentito per motivi economici”.
E ancora: “Ho riflettuto a lungo su come trovare una soluzione razionale. E questa è una soluzione razionale, che allontana i timori di chi non vuole dare alle imprese il potere di fare abusi nei confronti dei lavoratori. Sono convinto che la Cgil sarà disponibile a discuterne”. Ma è disposto a uno strappo se la Cgil dicesse no, gli chiede l’intervistatore. “Su terreni come questi non si può – risponde Angeletti –. Su temi come questi non possiamo andare allo strappo con loro”.
La “contropartita” per questa apertura potrebbe essere un rinvio della riforma degli ammortizzatori sociali, inopportuna in un momento di “tsunami” economico come questo. “Chiamiamola moratoria – spiega Angeletti –, per un periodo che speriamo sia il più breve possibile. Un anno, massimo un anno e mezzo”.