"Abbiamo detto al governo che la creazione di posti di lavoro non si ottiene con la modifica delle norme, perché se così fosse la disoccupazione nel mondo non esisterebbe". Così il segretario della Uil
Luigi Angeletti al termine del confronto tra l'esecutivo e le parti sociali sulla riforma del lavoro. "Il governo - aggiunge il sindacalista - ha illustrato gli obiettivi per far aumentare l'occupazione, sottolineiamo solo che lo avevamo detto un po' prima, ma non è questo il problema".
La crescita degli occupati, sottolinea, "si basa sulle
scelte di politica economica che fa il governo e sulle scelte di politica industriale che fanno le imprese". Questo è necessario, insiste Angeletti, "per non prendere in giro gli italiani" dal momento che, una volta raggiunto il traguardo della riforma "anche con buon accordo, il numero dei disoccupati aumenterà perché siamo in recessione e le politiche fiscali vanno in quella direzione".
Nonostante questa premessa, afferma ancora, "ci accingiamo a fare una discussione seria e razionale. Vogliamo partire dalle urgenze: dal fatto che rischiamo di aumentare la disoccupazione". A proposito dell'
articolo 18, "per licenziare un lavoratore ci deve essere un giustificato motivo, siamo contrari ai soprusi delle aziende".