Infelice battuta del presidente del Consiglio a Matrix. Oggi a palazzo Chigi secondo round della trattativa. Angeletti: più risorse al lavoro. Bonanni: senza accordo riforma non passa. Bombassei: governo vada avanti comunque DI ENRICO GALANTINI
Certo che se voleva una ripartenza tranquilla di quella che i sindacati si ostinano a pretendere sia una trattativa sulla riforma del mercato del lavoro, e che il suo governo vuole derubricare invece a semplice “dialogo”,
il presidente del Consiglio ha sbagliato battuta. Oggi tutti i quotidiani titolano sulla sua infelice uscita a Matrix: “Una monotonia il posto fisso” (Corriere della Sera), “Il premier scuote i giovani: ‘Il posto fisso è monotono’” (Quotidiano nazionale), “Monti, il posto fisso non esiste più” (Il sole 24 ore), “Monti, messaggio shock ai giovani: ‘Finito il posto fisso, è pure monotono’” (La Repubblica), “Il messaggio di Monti ai sindacati: Finito il posto a vita” (L’Unità). E c’è da scommettere che l’ironia del presidente del Consiglio, quantomeno fuori posto se solo si pensa alla realtà della disoccupazione giovanile certificata l’altro giorno dall’Istat,
non aiuterà a riportare il sereno nei rapporti tra l’esecutivo e le parti sociali. Una mossa alla Sacconi, verrebbe da dire.
L’incontro della vigilia tra sindacati e Confindustria viene commentato in vario modo dalle varie testate. Anche qui i titoli possono aiutare. “Confindustria e sindacati più vicino, ma…” (Il manifesto), “Parti sociali ‘vicine’ sul lavoro. Ma non sull’articolo 18” (L’Unità), “Marcegaglia insiste: cambiare l’articolo 18” (La Repubblica), “Sul tavolo anche la flessibilità in uscita” (Il Sole 24 ore).
Niente documento comune, insomma, ma nessuna rottura. Si aspetta l’incontro con i ministri Fornero e Passera a Palazzo Chigi e i quattro tavoli tecnici.
In attesa dell’incontro scendono in campo sui quotidiani alcuni dei protagonisti. Una trattativa con il governo, ma non “se la riforma Fornero sarà a costo zero”.
Luigi Angeletti, intervistato da Il Riformista, commenta positivamente il prevertice delle parti sociali di ieri (“è andato abbastanza bene: abbiamo sollevato un po' di temi che sono stati, uno a uno, affrontati senza alcun tipo di ostacolo”). E solleva alcune questioni per l’incontro di oggi. “Innanzitutto – dice il segretario generale della Uil – servono le risorse finanziarie. Sarà il caso di valutare l'emergenza per risolvere i problemi che si presenteranno durante il prossimo anno e mezzo.
Forse sarebbe anche il caso di presentare una moratoria sulla riforma delle pensioni. Poi il governo deve rispondere a una semplice domanda: come pensano di aiutare i 200 mila disoccupati in più che avremo nel 2012?”
Punta l’attenzione su Monti
Raffaele Bonanni, quasi presentisse l’infelice uscita del presidente del Consiglio in serata. “
Il premier ha il dovere di cercare le cose che uniscono le realtà sociali. Di concentrarsi su queste. Di valorizzarle”. Raffaele Bonanni incalza il governo a un atteggiamento di responsabilità. “Questa è l'ora della responsabilità e da parte delle realtà sociali questa responsabilità c'è. Eccome se c'è. Tra me, Camusso e Marcegaglia c'è una solidarietà che è un’assoluta garanzia”. Ma il leader della Cisl ricorda al governo che una riforma fatta senza consenso non avrebbe i voti per passare. “Il premier non ci sfidi, perderebbe l'Italia; una riforma del lavoro che scavalca le parti sociali verrebbe bocciata in Parlamento”. E ancora: “I mesi che aspettano il premier saranno complicati e anche Monti ha bisogno di un sindacato che faccia scudo, che lo protegga, che l'accompagni. Non è l'ora delle sfide muscolari, è l'ora della collaborazione”.
La pensa diversamente
Alberto Bombassei. Il vice presidente di Confindustria in corsa per la successione di Emma Marcegaglia, in un’intervista a Il mattino auspica una riforma del mercato del lavoro da realizzare entro marzo “con flessibilità in entrata e in uscita”, ma avverte: sarebbe
un ottimo segnale “raggiungere l'accordo con le parti sociali”, ma in caso contrario il “governo proceda”.