“I governi italiano e tunisino creino un coordinamento ad hoc per dare delle risposte precise alle famiglie tunisine che attendono notizie dei propri cari”. È l’appello che lancia la Cgil di Palermo che in questi giorni sta dando supporto a una delegazione di sei famiglie tunisine arrivate in Italia sulle tracce dei loro figli sbarcati nel nostro Paese nei mesi scorsi e mai più entrati in contatto con i loro genitori.
La ricerca parte dalla Sicilia: il gruppo, proveniente dalla Tunisia, che si muove in rappresentanza di altri 800 genitori che non hanno avuto mai più notizie dei figli, è stato anche a Caltanissetta e a Catania.
"Stanno facendo il giro dei centri di identificazione ed espulsione e dei centri per rifugiati - racconta Zaher Darwish - Sono arrivati armati di centinaia di foto tessera dei giovani ma anche di copie di giornali e di riprese di telegiornali in cui hanno individuato diversi dei ragazzi ora dispersi. Immagini che provano il loro arrivo in Italia, a Lampedusa.
Possono essere anche nei Cie e o in carcere dove non hanno la possibilità di fare una telefonata. Tutte le ipotesi sono possibili, anche che qualcuno non ce l’abbia fatta. L’80 per cento è partito in seguito allerivolte contro il regime totalitario, scoppiate nel gennaio scorso. Il clou delle partenze è stato a marzo".
Domani alle 17,30 si terrà una riunione in via De Castro 171, dove ha sede il centro lavoratori stranieri della Cgil di Ballarò, per allargare e condividere questo appello a tutta la società civile e alle altre comunità straniere.