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Acab: un'occasione persa

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Il giudizio di Riccardo Gazzaniga, poliziotto e delegato del Silp Cgil di Genova: "Un film pericoloso perché lo spettatore viene indotto a considerarci tutti di quella pasta". La distorsione più grave? "L'organizzazione del lavoro è completamente diversa"

di rassegna.it

Pierfrancesco Favino in Acab (immagini di Fabrizio Ricci)
Il film Acab? “Un'occasione perduta, perché nessuno prima aveva fatto un film sui reparti mobili e al tempo stesso un messaggio pericoloso, perché lo spettatore viene indotto a considerarci tutti di quella pasta, esseri deviati e un po' dannati, irrimediabilmente particolari”. Insomma, secondo Riccardo Gazzaniga, “celerino” di 35 anni e delegato del Silp Cgil di Genova, nel film che in questi giorni arriva nelle sale cinematografiche di tutta Italia, “manca completamente la rappresentazione di quella massa di persone normali”, che sono la maggior parte dei poliziotti.

“La condizione del celerino – afferma Gazzaniga in un'intervista pubblicata dal Corriere Mercantile – ruota attorno alla necessità di trovare un punto di equilibrio tra la durezza di certe giornate e la nostra vita, i nostri affetti, le nostre idee, chiaramente anche quelle politiche. E bisogna riuscirci, anche se non sempre è semplice. Perché puoi ritrovarti in situazioni che non conosci, sbattuto a centinaia di chilometri di distanza, senza sapere perché sei stato mandato lì”.

E poi, osserva ancora il delegato del Silp, non ci sono solo gli ultras, ma anche “operai, sfrattati, uomini e donne che rivendicano diritti. E se sei lì è perché, fallita o scricchiolante la mediazione, la soluzione finale rischia di essere solo muscolare: tu in quel momento sei lo Stato”.

Ma la distorsione più grave nel film è quella sulla “organizzazione del lavoro”. Secondo Gazzaniga, infatti, l'immagine del gruppo di “fratelli” celerini che lavora sempre insieme è completamente fuorviante. “All'interno di un reparto – osserva il delegato del Silp – la composizione delle squadre cambia in continuazione e quindi è impossibile schierare sempre la stessa formazione. Se qualcuno ti chiama fratello – afferma Gazzaniga – è perché ti vuole prendere per il c...”.

Giudizio più positivo invece sull'attore Favino e sul suo personaggio, “più sfaccettato” degli altri. Tuttavia, seppure l'attore è “bravissimo e credibile” anche il suo “Cobra” secondo Gazzaniga è un personaggio “estremo e surreale”.



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TAGS polizia cinema acab favino silp cgil celerini film

01/02/2012 10:56

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7
Zefiro visto che ai partecipato a molte menifestazioni, dimmi: I MANIFESTANTI CHE INDOSANO CASCHI, FOLTO TRAVISATO, IMPUGNONO BASTONI E MAZZE, LORO LO POSSONO FARE E RIMANERE IMPUNITI? SE PENSI QUESTO VATTI A LEGGERE IL TESTO UNICO DI P.S.
6
se non rimuovete il commento di Leonida adirò per vie legali .Vergognoso quello che ha scritto, è ancora più vergognoso che un punto di vista possa essere additatato come riportato nel suo commento. Io sono anni che manifesto pacificamente e sono anni che vengo picchiato ingiustamente dai celerini (provare denunciarli) chi?. La mia fedina penale è pulita, non ho nessuna denuncia ne diffida, vivo in una città di 45000 abitanti se fossi un teppista sarei schedato e diffidato.
5
Se potessero essere identificati magari quello che è successo alla Diaz Genova 2001 e altre situazioni simili tipo Disabili caricati davanti a Montecitorio operai picchiati ecc.. In tribunale ci sarebbero dei condannati con nomi e cognomi,per uso eccessivo della forza,abuso di potere,ecc.ecc. Io quando lavoro sono identificabile e se sbaglio pago
Come del resto tutti i lavoratori dipendenti e non.
4
Se un celerino si ritrova di fronte a degli ultras utilizza la forza. Ma per quale motivo deve intervenire nello stesso modo su sfrattati e manifestanti pacifici inermi?
Molti dicono: "per lavoro (e a volte con la forza)" devono farlo.
MA PER FAVORE! Nessuno li ha obbligati a diventare celerino.
Allora giustifichiamo anche i rapinatori di banche perchè c'è fame.
Esiste una cosa che si chiama coscienza e scegliere un lavoro dove non la puoi utilizzare già ti mette nella lista dei colpevoli.
3
Nel film comunque ci sono scene in cui hanno a che fare con operai, sfrattati e immigrati ed è ben sottolineato tutto lo smarrimento di una persona(il poliziotto) che deve, per lavoro (e a volte con la forza) umiliare altre persone(operai sottopagati, gente che non riesce a pagare l'affito). Questo film mi ha fatto capire che non è cosa semplice fare questo lavoro. Io ho sempre portato rispetto per questo lavoro come per qualsiasi altro lavoro. Molte volte si fa di tutta un 'erba un fascio.
2
E quale sarebbe lo scopo della matricola? Identificarli in qualche modo per poi picchiarli in gruppo quando sono soli e non in servizio? Siete molto prevedibili!
1
Ho 40 anni ho iniziato a 13 anni con trasferte e manifestazioni,e devo dire che i comportamenti dei Reparti mobili sono cambiati in peggio Da Genova in poi la situazione è degenerata,questi signori si sentono al disopra della Legge e spesso la violano palesemente anche cercando lo scontro,la professionalità non sanno nemmeno cosa sia.Perchè si possono trvisare quando lavorano? in altri paesi europei indossano tutti una matricola ben visibile,e sono tutti identificabili,in Italia NO.

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Pierfrancesco Favino in Acab "Acab? Un'occasione persa" (autore: crossing universe, da flickr)

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