Confermata l'ipotesi di fusione-cessione del ramo inossidabile a Outokumpo. I tedeschi mantengono comunque il 30%. Per la Fiom di Terni è una notizia positiva. Sembra scampato il pericolo di un coinvolgimento di fondi speculativi
C'è un “accordo di massima” tra il colosso dell'acciaio, ThyssenKrupp, proprietaria delle acciaierie di Terni (3000 dipendenti diretti) e i finlandesi di Outokumpu, altro importante player europeo del settore. Il management di Thyssen ha infatti
approvato la cessione della controllata Inoxum, di cui fa parte la Tk-Ast di Terni, a un prezzo di 2,7 miliardi di euro. Lo rende noto un comunicato dopo le voci circolate nei giorni scorsi.
L'operazione, cui è seguito un accordo con rappresentanti dei dipendenti, prevede che la
Thyssen manterrà una quota di minoranza del 29,9% e che tutti i siti di produzione in Germania di Inoxum saranno mantenuti almeno fino al 2015.
Outokumpu è il più piccolo dei produttori d’acciaio europei e
la fusione con Thyssen rappresenterebbe la creazione di un gruppo da 18mila dipendenti e 10 miliardi di euro di fatturato (5,9 di Thyssen Inoxum e 4,3 di Outokumpu). Un’altra tappa del processo di consolidamento del settore acciai che sta interessando tutti i principali gruppi mondiali, stretti in una morsa fatta di alti costi per le materia prime e sovracapacità produttiva.
“Aspettiamo di conoscere ciò che deciderà il consiglio di sorveglianza della ThyssenKrupp, ma di certo la scelta di vendere al Outokumpu non può che essere considerata, in linea di massima, positiva”. Questo il primo commento del
segretario provinciale della Fiom Cgil di Terni Attilio Romanelli. “Un gruppo industriale come questo - spiega Romanelli - ha un profilo importante soprattutto in termini di prospettive ed è difficilmente improntato alla speculazione, a differenza dei fondi di investimento americani di cui si è parlato nei giorni scorsi”. Il fatto, poi, che nel comunicato che annuncia il raggiungimento dell'accordo non si parli del sito ternano è, secondo Romanelli, “una cosa di non poco conto”. “Non si sono dimenticati di noi – conclude Romanelli - semplicemente ci dicono implicitamente che tengono alla conservazione del sito italiano, considerato strategico”.
Anche
Faliero Chiappini della Cisl ternana è moderatamente ottimista: “L’operazione messa in piedi con Outokumpu, con la proprietà tedesca che manterrebbe il 30% delle quote – dichiara - fa ipotizzare uno sviluppo positivo, nel senso del mantenimento sul territorio di una struttura industriale solida, con una forte presenza sul mercato e una rete commerciale di prim’ordine. È necessario comunque tenere alta l’attenzione sui possibili sviluppi della vicenda”.
“
Regione Umbria, Provincia e Comune di Terni valutano positivamente l’esito della cessione di Inoxum al gruppo industriale Outokumpu comunicata oggi dalla ThyssenKrupp”. È quanto affermano l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Vincenzo Riommi, il presidente della Provincia di Terni, Feliciano Polli, e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, sottolineando che questa operazione porta alla creazione del primo gruppo mondiale del settore.
Nel quadro che si è delineato con l’acquisizione da parte del gruppo finlandese, “si conferma da un lato la valenza del sito industriale di Terni che mantiene la sua unitarietà produttiva, anche in ragione della validità delle professionalità che operano nello stabilimento e del valore tecnologico degli impianti”.
“Positiva” è anche la valutazione in ordine al profilo dell’investitore, “primario gruppo industriale di livello mondiale che, auspicabilmente, configura un’operazione di rafforzamento nell’ambito della quale la struttura dello stabilimento di Terni dovrà svolgere una funzione essenziale non solo in relazione alle logiche di mercato, ma anche nel contesto di una politica industriale nazionale e regionale orientata a rafforzare settori di base del manifatturiero”.
“Resta comunque necessaria – concludono Riommi, Polli e Di Girolamo - la
convocazione urgente del tavolo nazionale già richiesto dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti”.