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Sindacati e Confindustria in cerca di posizioni comuni

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Bonanni: "Ci sono le condizioni per farlo. E il governo dovrà tenerle presenti". Angeletti: "Servono politiche per la crescita". Prospero e Parlato rispondono a Scalfari. Krugman: "L’austerità in depressione? Pessima idea" DI ENRICO GALANTINI

di Enrico Galantini

Sindacati e Confindustria in cerca di posizioni comuni (foto di Attilio Cristini) (immagini di Attilio Cristini)
L’incontro dovrebbe iniziare questa mattina abbastanza presto nella sede di Confindustria. Ci saranno gli industriali e Cgil Cisl e Uil (mancheranno sia l’Abi che artigiani e commercianti, e questi ultimi non hanno preso bene l’esclusione). Ancora non si sa se ne uscirà un documento, ma su molti temi imprenditori e sindacati, almeno a stare ai retroscena oggi su tutti i quotidiani, hanno trovato posizioni comuni. Certo restano le differenze sull’art.18, ma tutti sanno che ritirarlo fuori vorrebbe dire condannare la trattativa (il dialogo) al fallimento (al silenzio).

Il più ottimista appare Raffaele Bonanni. Il segretario generale della Cisl, intervistato da Il Mattino, indica nell’apprendistato per i giovani, in contratti d'inserimento per donne e ultracinquantenni, in una flessibilità più garantita e in nuovi sostegni alla cig i possibili terreni d’incontro e giura che le parti sociali sapranno fare fronte comune, all'incontro di oggi insieme a Confindustria ma anche e soprattutto al tavolo di domani con il ministro Elsa Fornero. E sulle distanze tra sindacati e industriali dice: “Ci sono le condizioni per portare avanti soluzioni comuni. Ne abbiamo discusso in questi giorni, lo rifaremo anche oggi, in vista dell'incontro di domani con il governo. D'altronde abbiamo prospettato una serie di soluzioni sulle quali nessuno si è diviso, né le parti sociali, né le forze politiche. Ecco, mi sembrerebbe alquanto singolare se domani il governo sottovalutasse questo nostro sforzo”.

Più radicale l’approccio di Luigi Angeletti. “Fino a quando non avremo un'economia che cresce i dati sull'occupazione non potranno che peggiorare. Di certo è un problema che non si risolve con la riforma del mercato del lavoro, ma con politiche economiche che servano alla crescita”.  E dall’incontro con il ministro Fornero il segretario generale della Uil si aspetta “che ci si sforzi di trovare soluzioni ai problemi che abbiamo davvero non a quelli teorici. E nemmeno l'applicazione alla realtà di modelli astratti”. “Ma l'obiettivo – ribadisce il segretario della Uil – è avere un'altra politica economica, fiscale e industriale, che serva a sviluppare nuove opportunità. Magari iniziando con un dl che destini il 90% delle entrate provenienti dalla lotta all'evasione alla riduzione delle tasse sul lavoro”.

A proposito di politiche economiche “altre”, segnaliamo sui quotidiani di oggi le risposte a Eugenio Scalfari (e alle sue bacchettate a Susanna Camusso) del filosofo Michele Prospero sull’Unità e di Valentino Parlato sul Manifesto e soprattutto l’editoriale del premio Nobel Paul Krugman su Repubblica, a suo modo anch’esso una risposta (certo involontaria) al fondatore del quotidiano romano. A proposito delle politiche di austerità di Cameron (e dell’Europa in generale) Krugman dice: “La cosa che più irrita di tutta questa tragedia è che è del tutto superflua. Mezzo secolo fa qualsiasi economista – o, per quel che conta, qualsiasi studente di economia non ancora laureato che si fosse letto il libro di testo Economics di Paul Samuelson – avrebbe potuto assicurarvi che l'austerità in piena depressione è una pessima idea. Ma policy maker, grandi esperti e – mi duole dirlo –molti economisti hanno deciso in buona parte per ragioni prettamente politiche, di dimenticare ciò che erano soliti sapere. E milioni di lavoratori adesso pagano il conto della loro premeditata amnesia”.


Vuoi riprodurre questo articolo? Leggi qui le condizioni.


TAGS camusso confindustria angeletti scalfari bonanni krugman

01/02/2012 09:28

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