“Fino a quando non avremo un'economia che cresce i dati sull'occupazione non potranno che peggiorare. Quanto la disoccupazione aumenterà,
dipenderà dalla durata e dalla profondità della recessione. Di certo è un problema che non si risolve con la riforma del mercato del lavoro, ma con politiche economiche che servano alla crescita”.
Intervistato dall’Unità, Luigi Angeletti mette in chiaro le priorità necessarie all’azione del governo. E dall’incontro con il ministro Fornero il segretario generale della Uil si aspetta “che
ci si sforzi di trovare soluzioni ai problemi che abbiamo davvero non a quelli teorici. E nemmeno l'applicazione alla realtà di modelli astratti. Dobbiamo ridurre gli abusi che si verificano all'ingresso nel mercato del lavoro, con i contratti ripetuti a tempo determinato, lo scandalo delle partite Iva aperte da falsi autonomi. Bisogna rendere conveniente per le imprese assumere a tempo indeterminato, accettando contratti a termine solo in caso di assoluta necessità”.
E sulla flessibilità in uscita, che "è tutt’altra cosa dall’articolo 18", “Affrontare il tema della flessibilità in uscita – dice Angeletti – significa confrontarsi concretamente sulle possibili alternative, se qualcuno ha delle proposte, al sistema attuale che prevede cig, mobilità e pensione.
Ci vogliono risorse, è chiaro. Del resto, se il retro pensiero del governo è che in ammortizzatori sociali si debbano spendere meno soldi, è follia”.
“Ma l'obiettivo – conclude il segretario della Uil – è
avere un'altra politica economica, fiscale e industriale, che serva a sviluppare nuove opportunità. Magari iniziando con un dI che destini il 90% delle entrate provenienti dalla lotta all'evasione alla riduzione delle tasse sul lavoro”.