Preoccupazione in casa sindacale dopo l’incontro che si è svolto ieri tra la segreteria del coordinamento nazionale di
Fim, Fiom e Uilm e la direzione
Marcegaglia, in merito alle prospettive produttive dei vari stabilimenti di proprietà della presidente di Confindustria e alla richiesta aziendale di definire un accordo sul salario di ingresso per i nuovi assunti. Ne dà notizia quest’oggi la Fiom dello
stabilimento di Gazoldo degli Ippoliti, in provincia di Mantova. “Per quanto riguarda i carichi di lavoro – commentano i sindacalisti della sigla dei metalmeccanici Cgil –, l’azienda ha dichiarato una visibilità produttiva solo fino al mese di marzo, mese oltre il quale non è assolutamente in grado di prevedere carichi e andamenti produttivi”.
Una situazione che non lascia assolutamente tranquilla la Fiom aziendale, ma al contrario suscita timori sulle possibili ricadute sui diversi stabilimenti. Anche perché la proprietà Marcegaglia ha dichiarato che per quanto riguarda l’anno in corso non prevede investimenti, in quanto già fatti negli anni precedenti. “Per quel che attiene invece la questione del
salario di ingresso, come Fiom riteniamo assolutamente grave e dannoso per i lavoratori la
richiesta della Fim all’azienda di firmare un protocollo separato sul salario di ingresso, perché divide e indebolisce il sindacato. Richiesta che l’azienda non ha accolto perché interessata solo a un accordo unitario”.
L’azienda ha invece precisato la disponibilità di sottoscrivere un salario di ingresso che nella sostanza non è nulla di diverso dalle intese ottenute per gli impianti di
Casalmaggiore e Ravenna; da sei a cinque anni, ma con lo stesso risparmio e quindi con gli stessi soldi per i lavoratori. “Una proposta che per certi versi risulterebbe addirittura peggiorativa per i lavoratori – continuano alla Fiom –, in quanto la riduzione di un anno del salario di ingresso, a parità di costo per l’azienda, farebbe percepire meno nei primi anni di lavoro”. “Come Fiom abbiamo ribadito la nostra volontà di arrivare a un accordo, a fronte di una trattativa vera tra le parti, e non come Marcegaglia pretende la semplice sottoscrizione degli accordi negoziati da altri (Ravenna e Casalmaggiore), e sui quali abbiamo espresso
un giudizio negativo”.
La Fiom dello stabilimento Marcegaglia denuncia infine un
comportamento scorretto nelle relazioni sindacali da parte della proprietà. “Mentre a Gazoldo degli Ippoliti, era in corso la trattativa con la segreteria del coordinamento Fim, Fiom e Uilm, presso la fabbrica di
Pozzolo Formigaro, in provincia di Alessandria, il direttore di stabilimento ha convocato la Rsu, ricattandola rispetto al fatto che se non avessero sottoscritto subito il salario di ingresso, avrebbe lasciato a casa i quattro lavoratori interinali da mesi presenti in azienda. Anche questo fatto dimostra che è Marcegaglia a non voler fare una trattativa con il sindacato, preferendo continuare con comportamenti e
metodi ricattatori nei confronti dei delegati, per raggiungere a ogni costo il suo obbiettivo, che è quello di ridurre il salario ai lavoratori”.