A dicembre il tasso sale all'8,9%. Oltre 2,2 milioni i disoccupati, mai così tanti negli ultimi undici anni. Gli uomini i più penalizzati: il tasso di occupazione maschile scende ai livelli del 1999 a quota 67,1%
Continua ad aumentare la disoccupazione in Italia. A dicembre 2011 il tasso di disoccupazione è salito all'8,9% in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a novembre e di 0,8 su base annua: è il dato più alto dal gennaio 2004, anno d'inizio delle serie storiche mensili dell'Istat, ma considerando i trimestri è
record negativo degli ultimi dieci anni. Lo ha reso noto l'Istituto di statistica che oggi (31 gennaio) ha diffuso i dati provvisori di occupati e disoccupati di dicembre 2011.
Drammatici i dati sui giovani: uno su tre di coloro che partecipano attivamente al mercato del lavoro è disoccupato. A dicembre il tasso di disoccupazione giovanile si attestato al 31%, in diminuzione di 0,2 punti percentuali rispetto a novembre ma in crescita su base annua.
Il numero di disoccupati totali in Italia raggiunge quota
2 milioni e 243mila: si torna cioè ai livelli di di dieci anni. I più penalizzati, a dicembre, sono gli uomini: il tasso di occupazione maschile si attesta al 67,1%, dato più basso dal primo trimestre del 1999, mentre quello di disoccupazione sale all'8,4%, top dal primo trimestre del 1999.
Gli occupati sono 22.903.000, livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile. Su base annua l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-23mila unità). Il tasso di occupazione è pari al 56,9%, stabile su base mensile e in calo di 0,1 punti percentuali su base annua.
Gli inattivi tra i 15 e i 64 anni diminuiscono dello 0,2% (-43mila unità) rispetto a novembre. Il tasso di inattività si posiziona al 37,5% con una flessione di 0,1 punti percentuali in termini congiunturali e di 0,5 punti su base annua.