Sono gli esuberi previsti dall'accordo separato del 21 dicembre, respinto dalla Fiom. Con le nuove regole del milleproroghe i lavoratori rischiano di non avere copertura fino alla pensione. E' urgente l'intervento del governo
Il governo deve trovare una soluzione al problema dei 1.300 lavoratori di Finantieri che, messi in mobilità con
l'accordo siglato il 21 dicembre da Fim e Uilm (non dalla Fiom) con l'azienda, ora rischiano, con le nuove normative previste nel milleproroghe, di restare senza "paracadute" fino alla pensione.
Il decreto approvato alla Camera 5 giorni fa prevede infatti che tutti i lavoratori posti in mobilità prima del 5 dicembre scorso possano mantenere il vecchio regime pensionistico, ma
l'accordo per Fincantieri è entrato in vigore il primo gennaio e quindi è fuori dalla deroga.
Il presidente della Regione Liguria
Claudio Burlando, come riporta il Secolo XIX, ha parlato ieri con il sottosegretario alla presidenza del consiglio Antonio Catricalà che ha promesso di esaminare la situazione. Burlando ha anche scritto una lettera segnalando il problema al ministero del Lavoro e dello Sviluppo economico: “Il ministro Passera – ha ricordato Burlando – ha avallato l'accordo del 21 dicembre, quindi è evidente che il Governo dovrà trovare una soluzione a questo problema”.
In ogni caso,
Bruno Manganaro, della Fiom di Genova ricorda che le questione del “paracadute” non riguarda Sestri: “In quell'accordo per il cantiere non c'è scritto niente – afferma il sindacalista al Secolo XIX – tutto rimane sospeso. Quindi, anche se si troverà una soluzione, certo non potrà includere questa struttura”.
"Con gli ordini che abbiamo, fino al 2014 sopravviviamo". Lo ha affermato l'amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono, nel corso di un'audizione alla commissione Lavoro del Senato. "Nel frattempo - aggiunge - speriamo che cambi il mondo. Negli ultimi tre anni in Europa c'è stato l'ordine di un solo traghetto mentre nei sette anni precedenti io ne ho presi due all'anno".