
Giorno memoria: Cgil, non dimentichiamo eccidio disabili
“Non vanno dimenticate le crudeltà e le efferatezze perpetrate nei confronti delle persone con disabilità”. Nel giorno della memoria delle vittime del nazionalsocialismo, del fascismo e dell'Olocausto, la responsabile dell'ufficio politiche della disabilità della Cgil Nazionale, Nina Daita, sottolinea la necessità di ricordare “le centinaia di migliaia di disabili uccisi per una ragione di costo più che di razza”.
La dirigente sindacale osserva infatti “come migliaia di disabili tedeschi vennero uccisi in quegli anni, a dimostrazione di come la causa delle stragi è da ricercare nei 'costi' economici che questi rappresentavano e non solo nella follia della supremazia della razza”. Per questo, è il richiamo della Cgil, “non dobbiamo rafforzare l'egoismo degli individui, solleticando una politica ombelicale, di basso profilo, in un momento di grave crisi come quello che il nostro paese sta attraversando”.
Secondo Daita “la politica non deve perdere il senso di solidarietà che deve guidarla, soprattutto adesso. Non vogliamo più sapere di deboli, di persone con disabilità, vittime di violenza gratuita e disumana, magari perché ritenuti solo e soltanto un costo di cui liberarsi. La crisi tende a colpire in primis i più deboli e questo non possiamo permettercelo se vogliamo preservare la nostra dignità, la nostra umanità”, conclude.
La dirigente sindacale osserva infatti “come migliaia di disabili tedeschi vennero uccisi in quegli anni, a dimostrazione di come la causa delle stragi è da ricercare nei 'costi' economici che questi rappresentavano e non solo nella follia della supremazia della razza”. Per questo, è il richiamo della Cgil, “non dobbiamo rafforzare l'egoismo degli individui, solleticando una politica ombelicale, di basso profilo, in un momento di grave crisi come quello che il nostro paese sta attraversando”.
Secondo Daita “la politica non deve perdere il senso di solidarietà che deve guidarla, soprattutto adesso. Non vogliamo più sapere di deboli, di persone con disabilità, vittime di violenza gratuita e disumana, magari perché ritenuti solo e soltanto un costo di cui liberarsi. La crisi tende a colpire in primis i più deboli e questo non possiamo permettercelo se vogliamo preservare la nostra dignità, la nostra umanità”, conclude.
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27/01/2012 15:50














