“Leggiamo con soddisfazione che l’assessore alla famiglia del Comune di Roma si è accorto dei
dati allarmanti che riguardano le condizioni di vita dei
giovani nella capitale. Da tempo la Cgil sostiene l’urgenza di promuovere iniziative per invertire questa tendenza; da anni le
periferie di Roma sono abbandonate al
degrado sociale e culturale dove si moltiplicano episodi di
esclusione e di violenza”. Così
Silvia Ioli, segretaria della Cgil di Roma e del Lazio.
Secondo l’assessore De Palo il problema è ‘la
mancanza di coraggio dei giovani’. Ci vuole appunto coraggio, osserva Ioli, a dire una cosa del genere: “L’assessore dovrebbe sapere bene che il vero problema è la mancanza di prospettive occupazionali e che, laddove il lavoro c’è, otto volte su dieci è precario. Non è certo attraverso
micro finanziamenti distribuiti a pioggia che si risolveranno i problemi della gioventù romana ma attraverso azioni di sistema concertate”. “A tal fine – aggiunge – chiediamo da subito l’apertura di un tavolo interistituzionale che rimetta al centro i temi dell’occupazione, della scuola, della formazione e dei finanziamenti da reperire anche attraverso lo sblocco dei fondi del patto di stabilità”.
“Con la nostra campagna di raccolta firme per il rifinanziamento della
legge regionale sul reddito minimo – conclude Ioli – vogliamo dare una prima risposta a tutti quei giovani costretti a cedere al ricatto della cattiva occupazione sottopagata e dell’inattività forzata. Proseguiremo con una piattaforma più complessiva che indichi alle istituzioni locali, al mondo dell’impresa e alle forze politiche come affrontare la trappola della precarietà”.