
Riforma del lavoro
Camusso: non c'è più tempo, subito la fase due
C'è il rischio che si lasci tutto com'è, condannando i giovani a rimanere nella precarietà. La priorità non è la cassa integrazione ma ridurre le centinaia di forme diverse di lavoro. Sulle pensioni: riforma ingiusta, il governo faccia marcia indietro
La priorità della Cgil è ridurre le forme che hanno permesso la precarietà, non la questione della cassa integrazione. "Il tavolo sul lavoro - ha detto Camusso - non va bene se non c'è un'idea complessiva sulla crescita. Siamo disposti a discutere di competitività e produttività, ma non si può partire togliendo il contratto nazionale delle ferrovie, come nel decreto liberalizzazioni". Oppure, eliminando "l'equo compenso ai giovani che entrano nelle professioni. Insomma, "se l'idea è quella del lavoro senza diritti, non si rimettono in ordine i conti dello Stato. Per la Cgil c'è un'altra idea: il paese deve curare il lavoro come una cosa fondamentale, unica, che produce vera ricchezza e non effimeri sogni finanziari".
Quanto allo sciopero dei tir, " il governo lo fermi, perché sta facendo aumentare l'inflazione. Si ascoltino le loro ragioni, ma non ci può essere la logica delle corporazioni. Siamo preoccupati del linguaggio che si usa, dell'idea corporativa, e ancora di più di coloro che stanno dietro e strumentalizzano: non sono spontanee sollevazioni, sono operazioni politiche. Andare alla pompa di benzina significa accendere un mutuo".
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26/01/2012 14:51















