Il Rapporto Italia dell'Eurispes: giudizio negativo sulla situazione economica, pessimismo per il futuro. Metà delle famiglie usa risparmi propri, il 60% dei giovani pronto a emigrare per trovare lavoro. Cresce il rischio usura. E le carceri scoppiano
Per l'Italia il 2011 è stato un anno da dimenticare.
Il 67% dei cittadini ritiene che la situazione economica sia peggiorata nettamente. La metà delle famiglie è costretta a usare i propri risparmi per arrivare a fine mese. E i giovani vogliono andare all'estero, il 60% si dice pronto a fare le valigie. E' quanto emerge dal Rapporto Italia 2012, diffuso oggi (26 gennaio) dall'Eurispes. L'indagine riguarda il nostro paese a 360 gradi e - come sempre - tocca i punti principali dello scenario sociale e politico.
Giudizio molto negativo sulla situazione economica. Il 67% di italiani pessimisti, secondo l'Eurispes, "è il dato più nero registrato dalle rilevazioni dal 2004, e in forte aumento (+15,2%) rispetto a quanto emerso lo scorso anno". Il peggioramento della percezione "ha seguito un trend crescente (37,6% nel 2008; 47,1% nel 2010; 51,8% nel 2011; 67% nel 2012). Allo stesso tempo, la quota di quanti ritengono la situazione peggiorata, ma di poco, diminuisce passando dal 29,8% del 2011 al 26,6% di quest'anno". Solo per pochi l'economia si è mantenuta sostanzialmente stabile, il 12,4% del totale.
Monti viene rimandato sull'economia, ma promosso a livello di credibilità. "Lo scetticismo sembra prevalere rispetto alla fiducia nella capacità dell'attuale governo di rilanciare la nostra economia - spiega il testo -, mentre un cauto ottimismo si manifesta nella capacità di tenere alta l'immagine dell'Italia nel contesto internazionale (48,2%)".
Il 48,5% delle famiglie è costretta a usare i risparmi per arrivare a fine mese. Questo un altro passaggio del rapporto. Il traguardo della quarta settimana per il 45,7% del campione viene superato con gravi difficoltà, mentre il 27,3% dichiara di non arrivare a fine mese. "Oltre il 70% - si legge - riferisce di non riuscire a risparmiare, contro il 15,7% di quanti riescono a mettere da parte del denaro; un quarto (24,9%) ha difficoltà a pagare la rata del mutuo e quasi un quinto (18,6%) ha lo stesso problema con il canone di affitto". La quota di quanti ritengono di poter risparmiare nel prossimo anno è inferiore al 5%.
GIOVANI VERSO L'ESTERO. Il 60% di giovani tra 18 e 24 anni è disposto ad andare all'estero per trovare lavoro. Nello specifico, spiega ancora il Rapporto, il 59,8% (18-24anni) è pronto a lasciare il paese, così il 57,1% tra i 25-34enni. Sotto il 50% sono tra 35 e 44enni (45,2%), percentuale che scende tra i 45-64enni (35%) e ancora di più tra gli over65 (20,5%). Le ragioni maggiori (22,9%) per un trasferimento sono legate al lavoro, al secondo posto c'è il minore costo della vita (11,8%).
LE CARCERI SCOPPIANO. I detenuti aumentano a ritmi vertiginosi: 700 in più alla settimana. Ma paradossalmente mentre le carceri scoppiano, il 90-95% dei reati resta impunito per l'incapacità di individuare i colpevoli, mentre aumenta la spesa sostenuta dallo Stato a titolo di riparazione per ingiusta detenzione a causa di errori giudiziari: dai circa 45 milioni di euro pagati nel 2003 si è passati ai circa 36,5 milioni di euro del 2010.
CRESCE IL RISCHIO USURA. Lo specchio della crisi è il fiorire dei 'Compro-Oro', la vendita di oggetti online e il rischio usura. Il combinato tra la restrizione dell'accesso al prestito bancario e la fiducia ai minimi storici verso gli istituti bancari hanno introdotto forme di prestito "informale" e hanno fatto proliferare gli commerciali come i 'Compro-Oro', ai quali si è rivolto, nell'ultimo anno, l'8,5% degli intervistati.
SI' AL BIOTESTAMENTO, SPACCATI SU EUTANASIA. I temi etici continuano a dividere gli italiani: se grande favore incontra l'istituzione del testamento biologico con il 65,8% dei favorevoli, il tema dell'eutanasia spacca a metà l'opinione pubblica: 50,1% di favorevoli e 46,6% di contrari. Nel 58% dei casi l'introduzione della pillola abortiva RU486 accoglie favori positivi (contro il 39,3% dei non favorevoli). Gli italiani si schierano apertamente (nella misura dell'82,2%) in favore del divorzio breve.