Entra nel vivo la sfida per la successione a Emma Marcegaglia alla guida dell'associazione degli industriali. Squinzi e Bombassei, i due candidati più quotati, litigano già sull'articolo 18. Secondo il primo sondaggio il patron di Brembo sarebbe avanti
Dice Giorgio Squinzi: “Alberto Bombassei è un signor imprenditore, ma sull'articolo 18 io non la vedo affatto come lui. Per me
la licenziabilità dei dipendenti è forse l'ultimo dei nostri problemi”. Replica Bombassei: “Come abbiamo sempre ribadito anche il tema dei vincoli in uscita è da affrontare, senza pregiudizi, tenendo conto che l'Europa, politica e finanziaria, ci ha chiesto riforme decisive per 'rivedere le norme che regolano l'assunzione ed il licenziamento dei dipendenti”. La corsa alla successione di Emma Marcegaglia alla guida di Confindustria si gioca anche qui, sulla pelle dei lavoratori, verrebbe da dire, ovvero sulla disputa tutta ideologica, come spiega Luciano Gallino nella sua intervista a Rassegna, sulla cancellazione o il mantenimento dell'articolo 18.
Per
Giorgio Squinzi, 69 anni, numero uno della Mapei (adesivi per pavimenti e rivestimenti) ed ex presidente di Federchimica, ci vuole “il dialogo con il sindacato, anche in anni difficili come questi”. “Io – dice il candidato “colomba” per la poltrona di via dell'Astronomia - non ho mai ridotto il personale, né mai chiesto un'ora di cassa integrazione e non ho un precario fra i miei dipendenti. Da presidente della Federchimica, poi, ho siglato sei contratti nazionali senza un'ora di sciopero. E nell'ultimo abbiamo ottenuto anche la possibilità di derogare ai trattamenti minimi economici in caso di giustificati motivi”.
Secondo Squinzi, dunque,
Confindustria “non ha alcun bisogno di una rifondazione. Però è perfettibile, migliorabile, razionalizzabile. Per esempio, dovremo evitare inutili sovrapposizioni e ridurre le spese, aumentando invece i servizi per gli associati. E credo si possa farlo: del resto, perfino Luca Cordero di Montezemolo ha combinato qualcosa di giusto, nella sua presidenza”.
La replica di Bombassei, vicentino presidente della Brembo, attualmente vice di Marcegaglia e già ai vertici di Federmeccanica, nel ruolo rigorso di “falco”, non si fa attendere: “Sulla flessibilità in entrata e in uscita dal mercato del lavoro ho sempre tenuto la posizione condivisa in Confindustria”. E poi “in un momento così delicato come questo è opportuno che nessuno strumentalizzi un tema così importante, soprattutto nel momento in cui è appena stato avviato il tavolo con il Governo che dovrà esaminare tutti gli aspetti che porteranno a costruire un moderno mercato del lavoro”.
Per Bombassei, infatti, “
se si parla di mercato del lavoro bisogna considerare tutti i fattori: le forme di ingresso, la gestione della transizione da un'occupazione ad un'altra attraverso sostegno al reddito, formazione obbligatoria, outplacement, ma anche le regole di uscita”.
A ricordare che in corsa c'è un terzo candidato,
Andrea Riello, presidente ed amministratore delegato del “Gruppo Riello Sistemi”, è la presidente uscente di Confindustria, Emma Marcegaglia: “Sono tutti e tre nella mia squadra di presidenza, tre persone che hanno lavorato con me, ottimi imprenditori: sono contenta del fatto che tutti hanno lavorato con me”, ha detto ieri la presidente. Ma da indiscrezioni che circolano, un passo indietro di Riello e quindi una sfida a due tra Squinzi e Bombassei, sembrerebbe sempre più probabile.
Ma, anche in caso di un suo ritiro dalla corsa, i voti di Riello, candidato dagli industriali del Veneto, saranno comunque decisivi. Lo svela
un sondaggio commissionato da una delle principali società della Borsa italiana per capire le intenzioni degli imprenditori italiani, e riportato da Repubblica.it. Bombassei è in vantaggio come numero di associazioni territoriali a lui favorevoli, ma Squinzi prevale in una delle associazioni di peso come Assolombarda e anche nel Lazio.
Andando nel dettaglio - scrive Repubblica - Bombassei prevarrebbe in Piemonte, in Lombardia (ma non in Assolombarda), in Liguria, in Emilia Romagna, Umbria, Marche. Squinzi, invece, si aggiudicherebbe Toscana, Lazio, Campania e Sicilia.
Nel computo finale dei voti delle associazioni territoriali, Bombassei, sarebbe al 45 per cento e Squinzi al 24 per cento. Ma il quasi 30 per cento di indecisi e il 12 per cento di voti al momento in mano a Riello potrebbero rimettere tutto in discussione. Non solo: le territoriali contano per il 71% nei voti disponibili in assemblea di Confindustria, mentre alla categorie va il 29%. E le categorie, in questo sondaggio, non si sono di fatto espresse.
Intanto, la corsa entra nel vivo. La giunta di Confindustria ha
nominato i tre saggi che porteranno avanti le consultazioni per l’indicazione del candidato, o dei candidati, da portare all’attenzione della Giunta che, il 22 marzo, designerà la nuova guida di Viale dell’Astronomia: sono Luigi Attanasio, Antonio Bulgheroni e Catervo Cangiotti.