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Alcatel taglia 700 posti

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Centinaia di esuberi tra diretti e somministrati. Il piano della multinazionale prevede la riduzione dei costi di 500 milioni di euro in tutto il mondo. Il nostro paese e il Belgio i più colpiti. Sindacati sul piede di guerra DI GUIDO IOCCA

di Guido Iocca

Alcatel taglia 700 posti di lavoro in Italia (foto di Thomas_Hawk, da flickr) (immagini di Guido Iocca)
La scure dell’Alcatel Lucent si abbatte sull’Italia. La multinazionale franco-statunitense, nata nel 2006 dalla fusione di Alcatel e Lucent Technology e presente con 78.000 dipendenti in 130 paesi, ha confermato nel corso di un incontro con i sindacati che si è tenuto al ministero dello Sviluppo economico il quadro negativo già fornito in occasione della precedente riunione dello scorso 18 gennaio, indicando le ricadute occupazionali nel nostro paese. L’Italia risulta, insieme al Belgio, la nazione più colpita dai tagli. Il piano 2012 prevede una riduzione costi complessiva di 500 milioni di euro e un riposizionamento strategico delle attività di ricerca e sviluppo verso i prodotti Hln, in particolare Ip e mobile. Per quanto riguarda la riduzione costi, l’azienda prevede interventi sia sulle strutture della Region, sia sulla Supply Chain, sia sulla R&D.

Nel nostro paese questo comporta complessivamente circa 490 esuberi, così ripartiti: 65 nella Region (pre-sales, sales, funzioni centrali); 25 nella Global Custom Delivery; 25 in Supply Chain, Delivery Operations e Ingegneria Industriale; 15 nelle altre funzioni centrali (Hr, Finance, Marketing e Comunicazione); 360 nelle attività R&D Optics. Non solo. L’azienda ha confermato il piano di riduzione dei lavoratori somministrati della sede di Trieste, con una riduzione di circa 200 unità nel corso del 2012.

La multinazionale ha poi comunicato di aver individuato una società interessata all’acquisizione dei lavoratori della sede R&D di Genova. Si tratta del gruppo Softeco, società di ingegneria e servizi software Ict. Nei prossimi giorni si terrà un incontro con la società sull’ipotesi di cessione. “Riteniamo inaccettabile – fa sapere il coordinamento sindacale Alcatel-Lucent – un piano di ristrutturazione che prevede la perdita di oltre 700 posti di lavoro. Tale piano, se attuato, significherebbe il disimpegno in Italia della multinazionale. Non possiamo accettare la cancellazione di attività fino a ieri considerate strategiche per l’azienda, senza che vengano assegnate nuove attività di ricerca e sviluppo ai team del nostro paese”.

Il coordinamento sindacale rende ancora più esplicita la propria posizione ricordando che in Italia ci sono le competenze, il know-how necessario, le condizioni di costo del lavoro basso, le flessibilità, per poter concorrere allo sviluppo dei prodotti oggi definiti strategici da Alcatel-Lucent. “Non possiamo inoltre accettare che le scelte organizzative di delocalizzazione e centralizzazione delle attività della Region, decise dalla multinazionale, si traducano in decine di esuberi e pesanti ricadute esclusivamente sui lavoratori. Siamo sconcertati da un management che prima sostiene che il problema di Optics sono le sedi frammentate sul territorio, e dopo pochi mesi mette in discussione tutta la R&D”.

Dal canto suo, il ministro dello Sviluppo economico, vista la gravità dell’annuncio, ha annunciato quest’oggi (25 gennaio) di essere intenzionato ad avviare un confronto con la direzione della multinazionale, per capire le ragioni di un’operazione fortemente penalizzante per l’Italia, soprattutto dopo una serie di incontri istituzionali dove l’azienda aveva affermato di voler mantenere un focus strategico nel nostro paese. “La presenza di Alcatel Lucent in Italia è sempre stata legata alle competenze tecnologiche presenti – osserva ancora il coordinamento sindacale del gruppo franco-statunitense –, al di là della dimensione del mercato nazionale. Sarebbe grave se l’azienda decidesse di passare a un’ottica puramente commerciale”.

Per tutti questi motivi il ministero dello Sviluppo economico ha riconvocato una riunione tra circa un mese, tempo necessario perché il ministro Passera prenda contatto con i vertici della multinazionale. Nel frattempo, il sindacato aziendale fa sapere di aver confermato lo stato di agitazione, lo sciopero degli straordinari e delle flessibilità in tutte le sedi, e di aver convocato assemblee per i prossimi giorni in tutte le sedi del gruppo per informare i lavoratori e decidere ulteriori iniziative di mobilitazione. A Vimercate, sede principale di Alcatel Lucent, si terrà il 2 febbraio una conferenza stampa di Fim Cisl e Fiom Cgil territoriali, con la Rsu aziendale e con i lavoratori e le lavoratrici in lotta.



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TAGS rsu fim alcatel lucent alcatel passera fiom

25/01/2012 17:14

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1
Io vorrei che tutti ci facessimo una domanda e cioè:che cosa ci hanno portato globalizzazione e euro?
Per quanto mi riguarda,dall'inizio di questa storia col cambio di millennio la situazione non ha fatto che peggiorare;di quella che pensavo una vita normale (avere una casa,una macchina,poter essere indipendente) non è rimasto nulla.Tutto spazzato via.Ora mi ritrovo a guadagnare il minimo per sopravvivere e vivere con mia madre in una casa popolare di 30 mq.
Sergio.

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