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I dati forniti oggi dalla Banca d'Italia sulla ricchezza delle famiglie nel 2010 e
quelli forniti dall'Ocse sulla diseguaglianza compongono un quadro chiaro del problema principale del nostro Paese e cioè l'aumento della diseguaglianza sia nel lungo periodo, sia negli ultimi anni della crisi”. Ne è convinto Danilo Barbi, segretario confederale della Cgil con delega alle politiche economiche che commenta così i rapporti di Bankitalia e dell'Ocse.
Secondo il dirigente della Cgil, sono tre i punti essenziali su cui concentrare l'attenzione e quindi le scelte di politica economica. "Prima di tutto – spiega Barbi – emerge un dato di fatto:
la differenza dei redditi medi è notevolmente aumentata dagli anni '80 a oggi, passando da otto a uno a dieci a uno".
Il secondo elemento "che emerge con forza riguarda il fatto che all'interno della diseguaglianza dei redditi che riguarda l'insieme della popolazione, una
particolare ingiustizia ha colpito i redditi da lavoro che sono tornati indietro al valore reale di venti anni fa". Terzo punto:
la diseguaglianza nei patrimoni è di gran lunga maggiore di quella rilevata nei redditi ed è anche aumentata sensibilmente nel 2010 rispetto al 2008.
“Si tratta di un quadro molto preoccupante – spiega ancora il dirigente sindacale – che è determinato dall'
abnorme evasione fiscale e dalla particolare ingiustizia fiscale. Si tratta dunque dell'ennesima conferma autorevole della giustezza e urgenza delle proposte lanciate dalla Cgil da tempo, proposte che oggi sono contenute nel documento unitario di Cgil, Cisl, Uil consegnato al governo”.
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Occorre una imposta strutturale sui grandi patrimoni – conclude la nota – e il lancio di un piano, anch'esso strutturale, contro l'evasione fiscale e il sommerso da cui attingere risorse per ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro”.