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Mercato del lavoro, il giorno dopo

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Il ministro Fornero frena sulla cassa integrazione straordinaria. Le reazioni di sindacati e Confindustria: verso un incontro tra le sole parti sociali? Pensioni, il decreto Milleproroghe torna in commissione. Trieste, salva la Ferriera di Servola

di Enrico Galantini

Mercato del lavoro, il giorno dopo (foto di Attilio Cristini) (immagini di (foto di Attilio Cristini))
Il Messaggero: “Fornero fa marcia indietro sulla cassa integrazione”. L’Unità: “Fornero, mai detto di togliere la cisgs”. Il Giornale: “La Cgil fa paura, il Premier frena sul lavoro”. La Stampa: “Cassa integrazione, Fornero frena”. La Repubblica: “Monti: sul lavoro andremo spediti, Fornero frena sulla cigs e contratto unico”. Il sole 24 ore: “Sindacati in allerta, togliere la cassa sarebbe una follia”. Come si vede dai titoli dei giornali, il giorno dopo l’incontro di Palazzo Chigi non è stato un giorno facile sui temi del lavoro e della cassa integrazione per il governo e soprattutto per il ministro Fornero che ha fatto sapere che l’eliminazione della cigs non sarà nel documento che presenterà a fine settimana, o all’inizio della prossima, alle parti sociali. Oltre ai sindacati e a Confindustria sono scesi in campo anche i partiti. Un altro titolo di Repubblica: ”Pd in tensione. Bersani stoppa il ministro: Non accetto di abbandonare i lavoratori”.

I giornali di oggi dedicano più di un articolo alle reazioni delle parti sociali all’incontro, e parlano anche dell’iniziativa di Emma Marcegaglia di promuovere un incontro tra imprenditori e sindacati per arrivare magari a un documento comune da sottoporre al governo. Sul Sole 24 ore Giorgio Pogliotti riferisce delle reazioni del segretario generale della Cgil Susanna Camusso (“Siamo di fronte ad un profondo processo di riorganizzazione del sistema industriale, togliere uno strumento fondamentale per questi processi è una follia”) del numero uno della Cisl Raffaele Bonanni (“Quando si affronta un momento così delicato con milioni di persone che hanno bisogno di un sostegno, bisogna capire che fine fanno quelle persone e chi paga”) e del segretario confederale della Uil Guglielmo Loy (“Si rischia di deresponsabilizzare le imprese che potrebbero scaricare sulle casse statali gli effettI dei propri processi di ristrutturazione”).

Sulla Stampa, Roberto Giovannini dà conto del lavorio diplomatico tra le parti dopo l’incontro di Palazzo Chigi, delle perplessità della Cgil su un documento comune (“Sentirci tra di noi è una cosa giustissima spiega il segretario confederale Fulvio Fammoni – ma sarei scettico sull'utilità di fare un documento vero e proprio, registrando i consensi solo sulle cose che condividiamo. Vorrebbe dire lasciare mano libera al governo perché poi intervenga d'imperio sulle cose su cui non c'è accordo tra noi e le imprese”) e delle valutazioni della Cisl (“L'obiezione non è infondata - concede Giorgio Santini - ma dobbiamo correre il rischio”). Nel frattempo, scrive ancora Giovannini, Confindustria lavora per favorire il negoziato delle sole parti sociali. “Lo schema - dicono a Viale dell'Astronomia - è quello dell'accordo del 28 giugno sui contratti. In ogni caso ci sembra difficile che si possa chiudere in sole tre settimane, come vuole il governo. Il mercato del lavoro è una materia complicatissima…”. Vedremo.

Sul fronte governo-Parlamento c’è da segnalare la frenata a Montecitorio sul testo del decreto Milleproroghe, tornato ieri in Commissione per poche ore, ma sul quale oggi il governo, malgrado le riserve del ministro Fornero, dovrebbe porre la fiducia. Lo scrive Avvenire, che precisa come a far saltare i precari equilibri sia soprattutto la norma contenuta nel testo che prevede un innalzamento dello 0,15 per cento della contribuzione per i lavoratori autonomi, per trovare la copertura per garantire le pensioni ai lavoratori precoci e agli "esodati". A sollevare la questione in aula è stato ieri il Pdl, convinto che la misura finirebbe per danneggiare una fetta del proprio elettorato.

“L'obiettivo è intoccabile, anzi andrebbe esteso - ribatte il capogruppo Pd in commissione Bilancio Pierpaolo Baretta all’Unità -. In questa vicenda vedo un Pdl che sta cercando di forzare il governo per metterlo in difficoltà. Domani (oggi, ndr) dovranno trovare una copertura, ma io ancora non escludo che il testo rimanga questo, anche perché il tema della parificazione dei contributi tra lavoratori dipendenti e autonomi non può essere eluso e permetterà anche agli autonomi di avere pensioni più alte”.

Chiudiamo con una notizia positiva: la Ferriera di Servola non chiude. Ne danno notizia Il Piccolo e Il Sole 24 ore che raccontano come dopo la giornata campale di ieri, che ha visto prima la discesa in campo dei lavoratori, con sciopero e corteo per le vie della città giuliana, quindi la riunione dei vertici istituzionali regionali e locali con i rappresentanti del gruppo Lucchini Severstal e del gruppo Elettra, si sia raggiunta un'intesa che salva i 492 posti di lavoro dello stabilimento, a cui vanno aggiunti altri 500 di indotto.


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TAGS mercato del lavoro fornero cgil cisl uil confidustria

25/01/2012 09:32

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