La crisi non colpisce solo il lavoro, ma anche la legalità. Sono in aumento anche
in provincia di Perugia le denunce di lavoratrici e lavoratori per
comportamenti illegali da parte delle aziende, come il ricorso al lavoro nero e grigio, l’utilizzo di contratti parasubordinati fittizzi, il part time di facciata. La conferma di questo fenomeno preoccupante è arrivata nel corso di un incontro tra Cgil, Cisl e Uil della provincia di Perugia e il direttore dell’Ispettorato provinciale del lavoro
Paola Della Valle.
Le organizzazioni sindacali hanno chiesto l’incontro per denunciare i segnali di allarme che sempre più spesso arrivano dai luoghi di lavoro e chiedere dunque una fattiva collaborazione, volta a prevenire e reprimere
fenomeni di illegalità, che spesso mettono in discussione i diritti fondamentali di chi lavora, in primo luogo quello alla sicurezza. “La dottoressa Della Valle – riferiscono
Cgil, Cisl e Uil – ci ha dato la massima disponibilità a lavorare insieme per intensificare l’attività di controllo, intervenendo non solo a seguito di segnalazioni da parte dei lavoratori, ma anche su indicazione dei sindacati, che possono indirizzare efficacemente ispezioni e verifiche”.
Cgil, Cisl e Uil hanno inviato richieste di incontro anche alla
Guardia di finanza e ai
Carabinieri. L’intento è quello di affrontare con rinnovata determinazione il fenomeno dell’illegalità nei luoghi di lavoro. “Sentiamo questa esigenza – spiegano ancora i tre sindacati provinciali -, perché ci sembra che si stia facendo strada, anche nella nostra provincia, una strana idea, quella che tutto sommato, in tempi di crisi, un lavoro nero sia meglio di un non lavoro. Ma questa idea malsana non può che trascinare
l’Umbria al livello di quelle regioni italiane in cui
il lavoro nero è strutturale e alimenta un’economia illegale alla quale va assolutamente posto subito un argine. Noi intendiamo fare di tutto per impedire la deriva”.