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Umbria, alimentare: al via campagna per il rinnovo

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6.000 addetti interessati. 174 euro la richiesta di aumento

Si apre la stagione dei rinnovi contrattuali e ancora una volta a fare da “apripista” è il contratto dell'industria alimentare, che interessa 400.000 addetti in Italia, 6.000 in Umbria, tra cui quelli di realtà come Perugina, Colussi, San Gemini, Mignini, Barry Callebaut, ecc. Vista l'importanza di questo rinnovo (il contratto alimentare è il secondo più “pesante” dopo quello dei metalmeccanici), Flai, Fai e Uila umbre hanno tenuto oggi a Perugia una conferenza stampa per presentare la bozza di piattaforma, che dai prossimi giorni verrà discussa nelle assemblee organizzate in tutti i luoghi di lavoro (si parte il 26 gennaio in Perugina).

I tre segretari, Sara Palazzoli (Flai), Dario Bruschi (Fai) e Stefano Tedeschi (Uila), hanno prima di tutto sottolineato l'importanza dell'unitarietà della proposta: “Ancora una volta le nostre categorie marciano unite per l'interesse dei lavoratori – hanno affermato  – nella consapevolezza che, pur in presenza di una crisi che comincia a colpire anche l'alimentare, è assolutamente necessario arrivare ad un rafforzamento dei diritti e delle retribuzioni dei lavoratori del settore”.

La richiesta economica di aumento, avanzata dai sindacati nella bozza di piattaforma, è di 174 euro lordi mensili per i prossimi 3 anni. Ma oltre a questo, il documento di Flai, Fai e Uila contiene molti elementi relativi al welfare, dallo sviluppo degli enti bilaterali, alla sicurezza sul lavoro, dall'assistenza sanitaria integrativa alla gestione trasparente e corretta degli appalti.

Flai, Fai e Uila dell'Umbria, nel sottolineare l'importanza di questo rinnovo, auspicano che sia possibile portare la discussione sulla bozza della piattaforma anche in quelle realtà importanti, che contano centinaia di addetti, in cui il sindacato, però, non è presente (come la Eskigel di Terni, o il Salumificio Renzini di Umbertide). “Crediamo che anche le lavoratrici e i lavoratori di queste realtà abbiano il diritto a conoscere i contenuti del contratto e le richieste che avanzeremo alla controparte – hanno sottolineato Palazzoli, Bruschi e Tedeschi – e soprattutto abbiano diritto ad avere una contrattazione di secondo livello, che finora gli è stata negata”.

Per quanto riguarda, poi, lo stato di salute del settore nella regione, il quadro descritto dai sindacati è quello di un comparto che regge meglio di altri nel suo complesso, ma non senza criticità e segnali preoccupanti, determinati soprattutto dal calo delle vendite negli ultimi mesi del 2011. Tra le situazioni più delicate, i sindacati hanno ricordato quelle della ex Piselli, della Spigadoro, della San Gemini Fruit e della Salumi Cassetta, oltre che di alcuni mangimifici. Ma più in generale, sono i lavoratori stagionali, molto importanti per questo settore, a scontare di più gli effetti della crisi. In Perugina, ad esempio, lo scorso anno sono entrati più tardi e hanno lavorato di meno, con il conseguente rischio di non raggiungere i parametri necessari per avere accesso alla disoccupazione per i periodi di non lavoro.

Nei prossimi giorni si aprirà la campagna di assemblee nelle fabbriche, che porterà poi all'attivo regionale delle delegate e dei delegati del prossimo 15 febbraio. Appuntamento nel quale saranno eletti i rappresentanti dei lavoratori umbri (9) che parteciperanno all'assemblea nazionale del 23 e 24 febbraio a Fiuggi, dalla quale uscirà la piattaforma definitiva da portare al tavolo con Federalimentare.


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TAGS industria alimentare umbria

23/01/2012 19:25

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