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L'indagine

Milano, capitale degli stage

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Oltre 13mila tirocini in un anno. Ma solo il 12% si trasformano in lavoro. L’83% è avvenuto nel privato, il 12% negli enti pubblici, il 3% nelle associazioni non profit. Il rapporto di Comune e Repubblica degli stagisti DI CRISTINA MACCARRONE

di Cristina Maccarrone

Milano, capitale degli stage. foto di urca (da flickr) (immagini di foto di urca (da flickr))
Non solo capitale economica e del lavoro, a Milano spetterebbe anche un altro primato: quello di essere la capitale degli stagisti. È quanto emerso da una mappatura sul mondo degli stage e tirocini realizzata dalla testata online La Repubblica degli stagisti (diretta da Eleonora Voltolina) per l’assessorato alle Politiche per il lavoro del comune meneghino e che è stata presentata questa mattina a Palazzo Marino.

A parlare sono i numeri che mostrano come dei 23.600 stage attivati nel 2010 nella provincia di Milano, oltre 13mila (più della metà dunque) hanno preso il via proprio nella città della Madonnina. La mappatura, così come è stato spiegato dall’assessore al Lavoro Cristina Tajani, ha visto la partecipazione di tutte le università milanesi: Statale, Bicocca, Bocconi, Iulm, Politecnico , Cattolica e San Raffaele, inoltre la Provincia di Milano ha preso parte fornendo i dati di 3 centri dell’impiego mentre sono state escluse dall’analisi le agenzie interinali.

Dati significativi anche quelli che emergono dalla destinazione di questi stagisti milanesi e non (tanti coloro che arrivano in città per trovare lavoro e spesso si ritrovano a fare uno stage, come è stato evidenziato più volte nel corso dell’incontro). L’83% dei tirocini è avvenuto all’interno delle imprese private, il 12% negli enti pubblici, il 3% nelle associazioni non profit e un 2% all’interno degli stessi atenei. Altro dato che emerge è che nell’attivazione degli stage, i vari enti agiscono ognuno in modo diverso: quasi tutti offrono il servizio di attivazione in maniera gratuita, occupandosi di coprire le quote di assicurazione e Inail, qualche struttura come il centro dell’impiego di Melzo (est Milano) chiede queste cifre direttamente alle imprese.

E invece quanto dura uno stage? Sempre fermo restando che l’analisi condotta riguarda un periodo in cui non era ancora stata approvata la nuova normativa sui tirocini (legge n.138/2011 che prevede una durata massima di 6 mesi), pare che il tempo medio sia tra i 3 e i 6 mesi, con fasi intermedie tra i 4 e i 5. Un periodo sufficiente per trovare un impiego subito dopo? Non sempre, anzi il dato nazionale, stando alle cifre Excelsior, indica che solo il 12,3% trova lavoro dopo lo stage. Dato che scende ancora se si guarda la sola Lombardia (11,6%) e che si eleva invece per la provincia di Milano arrivando al 16,1%. Quanto al comune di Milano, la mappatura evidenzia come sia difficile avere delle cifre univoche, perché non tutti gli enti che attivano stage ne seguono l’andamento una volta che si è concluso.

In alcuni casi, come capita con i tirocini attivati dal Jobcaffè, i numeri sono abbastanza incoraggianti: su 441 nel 2010, 48 si sono “trasformati” in un contratto a tempo indeterminato, 127 in un contratto a termine, 84 in un apprendistato, 68 in un contratto a progetto, 15 contratti di inserimento e i restanti con altre tipologie. Ci sono però anche casi in cui, come per i numeri forniti dall’Università Statale, viene fuori che il 21,1% dei tirocini attivati nel 2010 ha poi dato il via ad un successivo rapporto di lavoro, ma non si sa con quale tipologia contrattuale.

Anche sulla voce rimborso spese non è facile avere dei numeri certi. La legge attuale (il decreto ministeriale 142/1998, principale testo di riferimento in materia) non dà indicazioni in merito e, stando alla ricerca de La Repubblica degli Stagisti, difficilmente viene registrato l’importo eventualmente erogato a favore del tirocinante. Quegli enti che hanno fornito dati in merito indicano come compenso più frequente un importo tra i 250 e i 500 euro al mese. Quella del rimborso spese è stato un aspetto molto discusso nella giornata di oggi (c’è chi propende per l’importanza delle conoscenze acquisite, indipendentemente dalla cifra corrisposta e chi pensa sia un indispensabile riconoscimento per lo stagista) e su cui si è espresso anche l’assessore Tajani: “Come istituzione vogliamo individuare le best practice che un’azienda può attuare nei confronti di un tirocinante, ciò non è e non deve essere per forza legato al rimborso spese, ma all’aspetto formativo dello stage. Quello che l’amministrazione comunale vuole fare è andare incontro ad aziende che sono responsabili in tal senso. E per fare ciò ovviamente dobbiamo anche guardare al nostro ente, il Comune, che su 15 mila dipendenti ha attivato 150 stage con rimborso spese”.


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TAGS stage repubblica degli stagisti

23/01/2012 19:09

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